Walhalla

Walhalla, 1830-1842, Ratisbona, Germania

Quando si sente il nome Walhalla, la mente inevitabilmente si tuffa nell’affascinante mondo della mitologia norrena, ovvero quella appartenente alle popolazioni scandinave. Il Valhalla infatti, il cui nome in antico norreno era Valhöll, un nome composto da due elementi, “valr” e “höll”, che significavano rispettivamente massacro e sala, era appunto un’enorme sala situata ad Asgard, il regno di Odino. Quest’ultimo sceglieva personalmente coloro che, morti in battaglia, sarebbero stati condotti dalle Valchirie nel Valhalla. Altri soldati invece finivano nel Fólkvangr con la dea Freia. Nel Valhalla i norreni morti si sarebbero uniti a Odino per il tremendo Ragnarok, la battaglia finale tra le potenze della luce e quelle delle tenebre. Impossibile a questo punto non aver pensato nemmeno per un attimo a un aitante Chris Hemsworth nei panni di Thor, dio del tuono e figlio di Odino, nei film di grande successo della Marvel…

Abbandonando però il mondo cinematografico, c’è un altro ambito che è stato notevolmente influenzato dall’affascinante mitologia norrena, quello dell’arte e dell’architettura. A 10 km dalla bellissima città tedesca di Ratisbona (Regensburg), sorge vicino al Danubio un meraviglioso monumento che porta appunto il nome di Walhalla. Fortemente voluto dal re Ludwig I di Baviera, venne realizzato in squisito gusto neoclassico tra il 1830 e il 1842, sulla base di un progetto elaborato negli anni precedenti da Leo von Klenze. Si tratta di un maestoso tempio dorico, pensato sul modello del Partenone di Atene. Ciò che Ludwig aveva in mente era di donare al popolo tedesco un monumento di grande imponenza e bellezza che incarnasse la tradizione nordica del Valhalla, e dunque più in generale rievocasse la più antica mitologia germanica (da cui scaturì quella norrena), e fungesse da pantheon per i grandi personaggi della storia tedesca. Il forte patriottismo dietro l’idea di Ludwig era un sentimento ormai crescente negli anni in cui Napoleone aveva preso il sopravvento in Europa. Fu proprio l’oppressione straniera a contribuire alla nascita di una Germania unita sotto il segno di un romanticismo di forte stampo tedesco. Il Walhalla rappresenta quindi il primo passo verso la concretizzazione dell’idea di nazione germanica, permeata però da un evidente gusto ellenico. Emulando il classico tempio greco, benché chiaramente non arrivi ad eguagliarlo, il Walhalla riesce in ogni caso ugualmente a suscitare un enorme stupore nel visitatore. L’ampio basamento con grandi scalinate e il colore bianco del marmo elevano il monumento e lo rendono ancora più imponente e maestoso. All’interno la sala, molto luminosa, presenta un soffitto dorato che ricorda gli scudi d’oro posti all’interno del Valhalla norreno, e un rivestimento marmoreo prevalentemente bianco e rosa sul pavimento e le pareti, lungo le quali corre un bassorilievo che illustra la storia della Germania. Il pezzo forte del tempio è però costituito da 129 busti di personaggi illustri del mondo politico, religioso, musicale, scientifico e filosofico. Tra questi: Barbarossa, Otto von Bismarck, Erasmo da Rotterdam, Lutero, Copernico, Kant, Radetsky, Gutenberg, Einstein, Goethe, Mozart, Wagner, Sophie Scholl e lo stesso Ludwig I.

Entrando nel Walhalla si ha davvero un moto di grande stupore. In una sola grande sala, tra l’altro molto bella, lo sguardo può passare in rassegna tutta la storia della Germania e dei suoi protagonisti.

Nel Walhalla possono in ogni momento essere inseriti altri busti, occorre solo che una persona o un’organizzazione privata avanzi una proposta al Consiglio dei Ministri della Baviera che valuterà e voterà. Ma se volete proporre una nuova candidatura, sappiate però che dovrete sborsare almeno 30.000 euro per la realizzazione e la collocazione del nuovo busto…