Sarcofago di Sant’Elena

Sarcofago di Sant’Elena, IV sec. d.C., porfido rosso, Musei Vaticani, Roma

“Giunse al termine della sua vita, al cospetto di un figlio tanto grande che restò presso di lei assistendola e tenendole le mani, così che, a un’attenta riflessione, sembrava che quella donna tre volte beata non fosse morta, ma che davvero avesse subito un mutamento e compiuto il passaggio dalla vita terrena a quella celeste. […] La salma della beata fu ritenuta degna di ogni cura: onorata da una scorta numerosissima, fu accompagnata nella città imperiale, e lì fu deposta in una tomba regale. Così dunque moriva la madre dell’imperatore, degna di imperitura memoria, sia per le sue opere pie sia per quelle dello straordinario e illustre frutto del suo grembo”.

Eusebio di Cesarea, Vita Constantini, III, 47.

Tra le molte donne che vissero nell’Impero Romano dai suoi albori fino alla caduta, che ricoprirono cariche importanti e che si distinsero per le proprie qualità, spicca senz’altro la figura di Elena, madre di Costantino, l’imperatore che diede il via a una progressiva cristianizzazione dell’Impero e che contribuì dunque a cambiarne il volto per sempre.

I dati biografici relativi ad Elena sono purtroppo scarsi. Secondo la testimonianza di Eusebio di Cesarea, che riporta il racconto del suo “pellegrinaggio” avvenuto tra il 326 e il 328 all’età di circa ottant’anni, Elena sarebbe nata intorno al 250. Il suo nome completo era quello di Flavia Giulia Elena che è attestato in alcune monete e in un’iscrizione successiva al 325, anno in cui le venne conferito il titolo di Augusta. Secondo Procopio, storico del VI secolo d.C., ella nacque nella città di Drepanum, in Bitinia, che fu successivamente rinominata Elenopoli ad opera dell’imperatore Costantino.

Di umili origini, Elena iniziò la sua ascesa sociale quando incontrò Costanzo Cloro, futuro Augusto dell’Impero. Dalla loro unione, che rimase però sempre un concubinato, nacque Costantino, che nel 324, dopo anni di battaglie con i suoi rivali, divenne imperatore e contribuì al ritorno di Elena sulla scena politica. La sua influenza crebbe a tal punto che venne insignita del titolo di Augusta Imperatrix e come tale intraprese per conto di Costantino un viaggio nelle province orientali. Sebbene esso fosse principalmente di carattere politico, avendo come scopo quello di sanare eventuali malesseri e assicurare, con l’ausilio del denaro, un’opinione favorevole nei confronti dell’imperatore, venne riconsiderato dai posteri come un vero e proprio pellegrinaggio. Elena infatti, per rafforzare la nuova religione ufficiale e consolidare così l’unità imperiale in nome del cristianesimo, si recò in Terrasanta, dove, secondo alcuni, ritrovò alcune preziosissime reliquie tra cui la Vera Croce di Gesù. Molto probabilmente si tratta solamente di racconti nati per esaltare l’aura religiosa dell’Augusta, ma proprio questi racconti hanno contribuito a rendere Elena una delle figure femminili più interessanti della storia dell’Impero Romano e della cristianità.

Con tali premesse, è naturale che una donna tanto illustre venisse sepolta in un altrettanto illustre luogo e onorata con un monumento dalle fattezze straordinarie. Le spoglie di Elena vennero infatti deposte in un mausoleo accanto alla Basilica martiriale dei santi Marcellino e Pietro a Roma, all’interno di un imponente sarcofago in porfido rosso, alto 2,42 metri. A giudicare dai bassorilievi in stile militare, si può presumere che dovesse essere destinato a un membro maschile della famiglia reale, Costanzo Cloro o molto più probabilmente Costantino stesso. Il coperchio è decorato con due bassorilievi di leoni sdraiati, figure di Geni e Vittorie e sui lati lunghi Amorini reggenti delle ghirlande. Le pareti laterali del sarcofago raffigurano invece cavalieri romani nell’atto di sottomettere dei barbari. Si possono anche notare sul lato lungo due busti, uno maschile e uno femminile, raffiguranti forse Costanzo Cloro e Elena stessa.

Il sarcofago venne utilizzato da papa Anastasio IV (1073 – 1154) per la sua sepoltura presso San Giovanni in Laterano a Roma, ma nel 1777 venne trasferito in Vaticano, restaurato da Gaspare Sibilla e Giovanni Pierantoni e collocato su quattro leoni scolpiti da Francesco Antonio Franzoni. I resti di Elena, veri o presunti, si trovano ora sparsi tra Roma, Venezia, Treviri e alcune città della Francia.

Il sarcofago di Elena è un vero e proprio capolavoro di età costantiniana, elegante, imponente, assolutamente meraviglioso e degno di una figura tanto importante come quella dell’Augusta, che oltre ad essere stata una donna di elevata statura politica, viene venerata nel mondo cristiano come santa, il giorno 18 agosto.