Palmira

Visualizza immagine di origineNel 2015 le tristi immagini della sua distruzione avevano fatto il giro del mondo. Sto parlando di Palmira (in aramaico Tadmor, che significa “palma”), la Sposa del deserto, così denominata perché fungeva da importante crocevia per i mercanti e i viaggiatori che transitavano nel deserto siriaco. Non è stata risparmiata dalla insensata furia iconoclasta dell’autoproclamato Stato Islamico, che dopo averla conquistata militarmente, ha devastato numerosi edifici di grande valore storico e artistico e trasformato il sito in un orrendo scenario di violenza, uccidendo barbaramente l’archeologo Khaled al-Asaad, che tanta energia aveva speso per riportarne alla luce le storiche rovine. Palmira è una città che affonda le sue radici in un passato remoto, agli albori della civiltà mesopotamica e prosegue la sua storia attraverso i secoli come importante centro di collegamento tra Oriente e Occidente. Prima sotto la dominazione della dinastia ellenistica dei Seleucidi, poi sotto quella romana, Palmira riuscì comunque sempre a ritagliarsi una propria autonomia, rendendosi protagonista tra l’altro di un famoso e inusuale scontro, quello tra Roma e l’affascinante figura della regina Zenobia. Autoproclamatasi Augusta e Imperatrix Romanorum, ella si ribellò al potere dell’Impero, guidò la città di Palmira contro le truppe romane e tenne loro testa finché non venne sconfitta nel 272 d.C. Nei secoli a seguire, la città passò sotto il controllo bizantino e arabo, per poi cadere in rovina. La recente riscoperta del sito archeologico ha fatto emergere dei gioielli architettonici splendidi che hanno proiettato Palmira nell’Olimpo del Patrimonio Unesco. Una maestosa via colonnata, un tetrapilo fatto erigere dall’imperatore Diocleziano, un bellissimo teatro romano, una vasta necropoli e cinque magnifici templi dedicati a divinità orientali come Baal e Al-lāt. Queste sono solo alcune delle meravigliose vestigia della città, di cui oggi purtroppo si contano i danni delle distruzioni. Non ci sono parole per descrivere la tristezza nel veder saltare in aria monumenti che rappresentano importanti tasselli della nostra storia e della cultura dell’umanità intera. Ma fortunatamente la cooperazione tra popoli ha portato alla nascita di ambiziosi progetti di ricostruzione e siamo sicuri che Palmira, come una fenice, risorgerà dalle sue ceneri.