Mito di Io

Io era la figlia del dio fluviale Inaco, nonché sacerdotessa di Era argiva. Finito sotto il giogo dell’incantesimo di Iunge (figlia di Pan e di Eco), il potente Zeus s’innamorò follemente di Io e si unì a lei, nonostante fosse sposato con Era. Quando quest’ultima lo venne a sapere, andò su tutte le furie e oltre a dubitare delle parole del marito ‒ il quale giurava di non aver mai “toccato” Io ‒ cercò di vendicarsi. Allora Zeus, nel vano tentativo di proteggerla, trasformò Io in una vacca bianca, ma la furente Era ne reclamò subito la proprietà, la fece legare ad un albero di olivo presso Nemea e ordinò al terribile gigante Argo Panopte di sorvegliarla.

Infelice per la sorte toccata alla ragazza di cui si era innamorato, il padre degli dèi diede ad Ermes il compito di recuperare Io, conducendolo personalmente a Nemea. Pur essendo il più abile dei ladri, Ermes sapeva bene che non sarebbe riuscito a liberare la ragazza, ancora nelle sembianze animalesche, senza essere scoperto dai cento occhi di cui era dotato Argo. Perciò, fece addormentare il gigante suonando una dolcissima melodia con il suo flauto e, dopo avergli mozzato la testa, liberò Io. Tuttavia, Era non si rassegnò nemmeno questa volta e mandò un tafano a pungere la giovenca Io, mettendola in fuga.

Io giunse dapprima a Dodona, poi a quel mare che da lei prese il nome di Ionio; di là si spinse a nord fino al monte Emo e, oltrepassato il delta del Danubio, girò attorno al Mar Nero, attraversò il Bosforo Cimmerio e arrivò fino nel Caucaso, dove Prometeo stava ancora scontando la sua pena incatenato ad una roccia. Continuò a viaggiare senza sosta tornando in Europa e dirigendosi poi in Asia Minore, Media, Battriana, India ed Etiopia. Risalendo infine il corso del Nilo, trovò meritata pace in Egitto. In seguito, dopo che Zeus le restituì le sembianze umane, sposò Telegono, diede alla luce Epafo (figlio di Zeus) e infine fondò il culto di Iside, nome con cui chiamava la dea Demetra.

Fonti: Callimaco (Degli Uccelli), Apollodoro, Igino (Fabula), Suda (sub voce Io), Luciano (Dialoghi degli Dei), Omero (Iliade), Eschilo (Prometeo incatenato e Supplici), Euripide (Ifigenia in Tauride), Tzetze (Scoli a Licofrone).