Mito di Eracle

«Tempo fa, in una lontana terra dell’antica Grecia, ci fu un’epoca d’oro di dèi potenti e di eroi straordinari. Il più grande e il più forte di tutti questi eroi era il possente Ercole», meglio conosciuto come Eracle. In questo appuntamento non ci soffermeremo sulle “dodici fatiche” del noto semidio, bensì sull’origine delle sue peripezie.

Eracle, figlio di Alcmena e Zeus, diventò indubbiamente l’eroe più famoso e benvoluto di tutta la Grecia; dopo il suo trionfo sui Mini, il re di Tebe Creonte gli concesse la mano di Megara, sua primogenita, da cui Eracle ebbe molti eredi. Insomma, l’eroe aveva tutto quello che potesse desiderare: fama, ricchezza, felicità coniugale…ma qualcosa stava per cambiare, per sempre.

Seccata dai continui successi del semidio, che (ricordiamolo!) era nato dall’unione del marito con una donna mortale, la dea Era lo portò alla pazzia. E così dapprima Eracle assalì il suo caro nipote Iolao, che a stento riuscì a salvarsi; poi, scambiando sei dei suoi figli per dei nemici, li passò a fil di spada, gettando i loro corpi su un rogo. Secondo altri, in preda alla furia l’eroe avrebbe ucciso persino la sua amata moglie Megara.

Quando Eracle recuperò la ragione e si rese conto dei terribili crimini di cui si era macchiato, si chiuse per giorni in una camera buia, isolandosi e evitando il contatto con tutti, anche con i suoi amici più stretti. Non voleva più mangiare, dormire o vivere. Successivamente, però, dopo esser stato purificato da re Tespìo, si recò al santuario di Delfi per chiedere alla sacerdotessa del dio che cosa dovesse fare. La Pizia gli raccomandò di stabilire la sua residenza a Tirinto, di servire per dodici lunghi anni il re Euristeo e di compiere tutte le imprese che quest’ultimo gli avrebbe imposto. In cambio, l’eroe avrebbe finalmente ottenuto l’immortalità.

Eracle non accettò di buon grado i consigli divini, perché trovava ripugnante che proprio lui, “il grande Eracle”, dovesse servire un uomo che riteneva inferiore; ma alla fine fu persuaso a cedere grazie al supporto e al conforto dei suoi amici. E così, dopo essersi recato alla corte del re Euristeo, diede inizio a delle vere e proprie mission impossible, che passeranno alla storia come le Dodici Fatiche.

Fonti: Scoli a Pindaro (Istmica), Apollodoro, Diodoro Siculo, Igino (Fabula), Tzetze (Scoli a Licofrone), Plutarco (Vite parallele), Euripide (Eracle), Lisimaco (Istmica).