Mito di Elio

Visualizza immagine di origineElio, figlio di Tia e del titano Iperione, è fratello di Selene e di Eos. Risvegliato dal canto del gallo, animale a lui sacro, e preceduto dalla sorella Eos, ogni giorno Elio guida la sua quadriga attraverso i cieli, dallo splendido palazzo che sorge a oriente, nella Colchide, fino a un palazzo egualmente splendido nell’estremo occidente, dove libera i suoi cavalli e li lascia pascolare nelle Isole dei Beati.

In seguito, torna a oriente percorrendo il fiume Oceano che scorre attorno al mondo; carica cocchio e cavalli su una nave dorata, costruita da Efesto, e dorme per tutta la notte in una comoda cabina. Tradizionalmente, Elio può vedere tutto quello che accade sulla terra, ma spesso è distratto e si lascia sfuggire ciò che succede: ad esempio, non si accorse minimamente che un giorno i compagni di Odisseo rubavano del bestiame a lui sacro.

Elio possiede numerose mandrie, ciascuna delle quali è composta di centocinquanta capi. Quella che si trova in Sicilia è custodita dalle sue figlie, Fetusa e Lampezia, ma gli animali più belli pascolano nell’isola spagnola di Erizia. Rodi è il suo dominio. Secondo la tradizione, mentre Zeus stava assegnando isole e città ai vari dèi, si scordò di Elio. Accortosi della sua dimenticanza, esclamò: «Ohimè, ora dovrò ricominciare tutto daccapo». Ma Elio gli rispose «No, mio signore. Oggi ho notato che una nuova isola sta emergendo dalle acque, a sud dell’Asia Minore. E mi accontenterò di quella.» Zeus chiamò la Moira Lachesi a testimone e promise che la nuova isola sarebbe appartenuta a Elio. Quindi, quando Rodi emerse dalle acque, Elio ne prese possesso e là generò dalla ninfa Roda sette figli e una figlia.

Aluni dicono che Rodi esisteva già in precedenza e riemerse dalle acque che l’avevano ricoperta al tempo del diluvio scatenato da Zeus. In origine era abitata dalle Telchine e Poseidone, il quale, innamoratosi di una Telchina, la Ninfa Alia, ebbe da lei sei figli e la figlia Roda. I sei figli di Poseidone insultarono Afrodite che passava dall’isola mentre si recava da Citera a Pafo, e la dea li punì facendoli impazzire; essi violentarono la loro madre e commisero altri misfatti tanto orrendi che Poseidone li sprofondò sottoterra, rendendoli demoni orientali. Le Telchine, prevedendo il diluvio, si misero in salvo salpando in ogni direzione, soprattutto in Licia, e rinunciando al dominio su Rodi. Roda rimase così l’unica erede e i sette figli che aveva avuto da Elio governarono sull’isola riemersa.

Essi divennero famosi astronomi, mentre la loro sorella Elettriona morì vergine e fu perciò onorata come semidea. Uno dei fratelli, di nome Attis, fu bandito in seguito a un fratricidio e si rifugiò in Egitto, dove fondò la città di Eliopoli e, ispirato dal padre Elio, insegnò agli Egiziani i principi dell’astrologia. I Rodi hanno costruito in suo onore il Colosso, alto settanta cubiti.

Ai possedimenti di Elio, Zeus ha aggiunto anche l’isola di Sicilia, che fu scagliata in mare durante la battaglia con i Giganti. Un mattino Elio cedette alle insistenze del suo figliolo Fetonte, che da tempo gli chiedeva di poter guidare il cocchio del Sole. Fetonte voleva dar prova della sua abilità alle sorelle Prote e Climene, e sua madre Roda lo incoraggiò nell’impresa. Ma poiché gli mancava la forza necessaria per controllare lo slancio dei bianchi cavalli che le sorelle avevano aggiogato al carro, si lasciò trascinare dapprima così alto nel cielo che tutti i mortali rabbrividivano per il freddo, e poi così vicino alla terra da inaridire i campi. Zeus, in un impeto di collera, lo annientò con la folgore e Fetonte precipitò nel Po. Le sue sorelle gementi furono trasformate nei pioppi che svettano lungo le rive del fiume e piangono lacrime d’ambra.

Fonti: Inno omerico a ElioInno omerico ad Atena, Esiodo (Teogonia), Pausania, Nonno (Dionisiache), Ovidio (Metamorfosi), Igino (Fabulae), Ateneo, Apollodoro, Omero (Odissea), Teocrito (Idilli), Pindaro (Olompica), scoli a Pindaro (Olimpica), Tzetze (Chiliades), Euripide (Ippolito), Apollonio Rodio, Luciano (Dialoghi degli Dèi), Virgilio (Egloghe), Diodoro Siculo.