Mito di Deucalione e Pirra

Visualizza immagine di origineIn Tessaglia, vicino al Monte Parnaso, viveva Deucalione, un uomo nobile, saggio e pio, figlio del titano Prometeo. Deucalione, sovrano di Ftia, rappresentava la migliore espressione di quella civiltà che suo padre aveva contribuito a creare, rubando il fuoco agli dèi. Aveva preso in moglie Pirra, una donna altrettanto virtuosa, e i due sovrani regnavano rifuggendo il lusso e venerando gli dèi dell’Olimpo, e si impegnavano quotidianamente per mantenere la pace nel loro regno. A Zeus non sfuggì la loro virtù e così promise a Prometeo che i due sposi sarebbero stati sotto la sua protezione per sempre. Tuttavia, nel resto del mondo gli uomini diventavano sempre più malvagi e arroganti, trascuravano gli obblighi verso gli dèi e presto si convinsero di essere invincibili. La loro ambizione li spinse ad armarsi gli uni contro gli altri e, occupandosi delle guerre, non si prendevano più cura della terra che avevano ricevuto in dono dagli dèi: distruggevano tutto, persino i templi sacri.
Zeus era sempre più irritato per ciò che stava succedendo sulla terra e ben presto volle punire il genere umano, sterminando tutti gli uomini eccetto – ovviamente – i due virtuosi sovrani di Ftia, che aveva promesso di proteggere per sempre.
Dopo aver riflettuto a lungo, convenne che il modo migliore per liberarsi della stirpe umana sarebbe stato un diluvio di proporzioni universali che ricoprisse d’acqua tutte le terre emerse, lasciando gli uomini senza scampo. Ermes, dio messaggero, corse sulla terra per avvertire Deucalione dei piani di Zeus. Dopo aver ascoltato le parole del dio, Deucalione e Pirra si guardarono terrorizzati, ma Ermes precisò che Zeus aveva deciso di risparmiarli, pertanto era necessario che seguissero alla lettera le sue indicazioni. Nei giorni successivi, i due sovrani fecero tutto quello che aveva ordinato loro il dio Ermes: Deucalione costruì una grande arca di legno che potesse navigare sulle acque in tempesta e, non appena l’imbarcazione fu pronta, la riempì di tutto il necessario per sopravvivere.
Nel frattempo, sull’Olimpo, Zeus mise in moto il suo piano, convocando gli dèi dei venti. Ben presto, il cielo si oscurò e ovunque scoppiarono violenti uragani. A quel punto, subentrò anche Poseidone che con i suoi poteri fece sì che fiumi, laghi e mari inondassero completamente le case, le valli e le montagne. Dopo nove giorni di pioggia ininterrotta, il mondo risultava un unico grande oceano. Gli unici sopravvissuti erano Deucalione e Pirra, che a bordo della loro arca giunsero sulla cima del Parnaso, l’unica vetta che per volere di Zeus non fu raggiunta dalle acque.
Il decimo giorno smise di piovere, i mari e i fiumi iniziarono ad arretrare e così riemersero le terre, spoglie e desolate. Deucalione e Pirra erano sconvolti: come avrebbero fatto a ripopolare la terra dal momento che erano troppo anziani per generare dei figli? Provarono a consultare l’oracolo di Temi, dea della giustizia, la quale, commossa dalla preghiera dei due anziani sovrani, decise di aiutarli. La dea disse loro di gettarsi alle spalle “le ossa” della Grande Madre. Deucalione non capì subito il responso della dea, ma riflettendoci nei giorni successivi ebbe un’illuminazione: la Grande Madre era la terra e le sue ossa non potevano che essere i sassi che la formavano. Così, prendendo con sé Pirra, iniziò a gettarsi alle spalle delle pietre, che non appena toccavano il suolo, perdevano la loro consistenza e a poco a poco si allungavano fino ad assumere una forma umana. Felici del risultato ottenuto, Deucalione e Pirra promisero che avrebbero insegnato ai nuovi uomini a vivere onestamente e a rispettare gli dèi. Grazie a loro, per la stirpe umana cominciò una nuova era.