L’UOVO

Buona Pasquetta a tutti voi! Scommetto che anche quest’anno, anzi soprattutto in questo periodo, avete voluto portare un po’ di dolcezza nelle vostre case acquistando uova di cioccolato a non finire. E come biasimarvi, si sa che l’uovo pasquale fa parte di un rito immancabile per bambini e adulti. Ma vi siete mai chiesti da cosa deriva questa usanza? Non è affatto difficile intravedere nell’uovo un simbolo di nascita. In numerose culture e civiltà antiche era attestata la tradizione mitologica dell’uovo cosmico, secondo cui, con versioni più o meno differenti, un uovo primordiale avrebbe dato vita all’universo. Gli Egizi erano soliti decorare delle uova in occasione della festa di Heb-shemw (corrispondente all’odierna Sham el Nessim), durante la quale si celebrava l’arrivo della primavera e dunque della stagione del buon raccolto. Anche il Cristianesimo ha fatto propria questa idea di nascita e, fin dalle origini, ha adottato l’uovo per simboleggiare la resurrezione di Cristo. Dal guscio, duro come il sepolcro in cui fu adagiato Gesù dopo la crocifissione, emerge la nuova vita che ascende al cielo. Secondo la leggenda, Maria Maddalena, trovato con stupore il sepolcro vuoto, si recò dall’imperatore Tiberio (secondo altre fonti, dall’apostolo Pietro) e mostrò un uovo esclamando che Cristo era risorto. Derisa e sbeffeggiata, le venne detto che era impossibile rinascere a nuova vita così come era impossibile che l’uovo nelle sue mani divenisse rosso. Ma il miracolo accadde e l’uovo si tinse di rosso. Per questo, in molti dipinti viene raffigurata con un uovo color del sangue che Gesù ha versato sulla Croce. Ma l’uovo è anche sinonimo di perfezione, come dimostra un quadro di Piero della Francesca, “Sacra Conversazione” (1474), in cui la perfetta geometria dello sfondo acquista in profondità e prospettiva proprio grazie all’uovo di struzzo appeso al soffitto. Con un bianco abbagliante, oltre a donare armonia alla composizione artistica, contiene una chiara allusione all’immacolata concezione ma anche alla rinascita e alla futura prosperità della casata dei Montefeltro. Come tutti gli oggetti portatori di molteplici significati, anche l’uovo è divenuto di fondamentale importanza in alchimia, antico sapere che lo assimila alla pietra filosofale, in grado di riportare la materia alla sua purezza originaria. A proposito di uovo filosofale, ne abbiamo un buffo esempio in un visionario dipinto di Hieronymus Bosch: da un uovo tutto rotto, emerge un gruppetto di coristi e musici assai improbabili, curiosamente intenti a suonare una melodia, apparentemente ignari delle creaturine, talvolta dispettose, che li attorniano. Non ci sono solo quadri però a rappresentare uova in tutte le salse. La Storia ci ha regalato anche degli splendidi pezzi di oreficeria. Sto parlando naturalmente delle celebri uova di Fabergé, che ogni anno, in occasione della Pasqua, Alessandro III e in seguito Nicola II donarono alle zarine di Russia. Se non lo avete già fatto, vi consiglio di leggere un articolo che scrissi tempo fa per Antigone riguardo a questi favolosi gioielli. Per finire vorrei proporvi quattro opere (che vedete alla fine del video), molto diverse tra loro, che ricordano altrettanti famosi modi di dire sull’uovo. Sapreste trovarli? Scriveteli nei commenti!