Libreria Piccolomini

All’interno dello spettacolare Duomo di Siena si trova un vero gioiello di arte, storia e cultura. Si tratta della meravigliosa Libreria Piccolomini, di cui è difficile non innamorarsi al primo sguardo. Venne fatta costruire a partire dal 1492 dal cardinale Francesco Todeschini Piccolomini, arcivescovo di Siena (in seguito divenuto Papa Pio III), per onorare la memoria dello zio, Enea Silvio Piccolomini, che era morto nel 1464 come Papa Pio II. Questi, oltre ad essere pontefice, fu anche un importante umanista grazie alla sua profonda conoscenza della cultura classica, che si può ammirare nei suoi scritti e nell’imponente raccolta bibliografica che mise insieme durante la sua permanenza a Roma. I lavori furono avviati nei locali della vecchia canonica lungo il fianco nord-occidentale del Duomo e vennero conclusi non prima del 1507. La realizzazione del portale marmoreo esterno venne affidata allo scultore Lorenzo di Mariano che progettò due arcate decorate a bassorilievi, sopra le quali venne collocato un affresco del Pinturicchio raffigurante L’incoronazione di Pio III. Sempre del Pinturicchio, a quell’epoca all’auge della sua carriera, è il ciclo pittorico (da togliere il fiato) che ricopre totalmente le pareti e la volta della libreria. La volta rettangolare è decorata a grottesche, sul modello romano, in particolare quello della Domus Aurea neroniana, che consiste nel dipingere figure favolistiche e mitologiche fondendole con figure geometriche, il tutto generalmente su sfondo monocromatico. Adottando un modello architettonico medievale, il Pinturicchio realizzò attorno al rettangolo centrale, dove spicca lo stemma dei Piccolomini incorniciato da scene mitologiche (tra cui Diana ed Endimione e il Ratto di Proserpina), una serie di vele a sfondo oro, blu e rosso raffiguranti figure allegoriche.

Le pareti sono suddivise in dieci arcate, sorrette da finti pilastri e dipinte ad effetto prospettico. Presentano ciascuna un episodio della vita di papa Pio II, raccontata nella biografia dell’umanista Giovanni Antonio Campano e nei Commentari scritti da Enea Silvio stesso. Gli affreschi, di pregevole qualità e bellezza, si snodano lungo un arco cronologico che parte dalla giovinezza di Enea, con la partenza per il Concilio di Basilea, passa per la sua nomina a vescovo e cardinale e termina con le quattro scene che ricordano i principali episodi del suo episcopato.

 

Enea Silvio Piccolomini parte per il Concilio di Basilea

Enea Silvio Piccolomini, vescovo di Siena, presenta Eleonora d’Aragona all’imperatore Federico III

Enea Silvio Piccolomini incoronato papa Pio II entra in Vaticano

 

Al centro della libreria si trova una magnifica scultura delle Tre Grazie, dee benefiche romane. Il gruppo marmoreo è probabilmente una copia romana di un originale ellenistico e fu acquistata da Francesco Tedeschini dal cardinale Prospero Colonna. Data la nudità dei corpi, la statua venne ben presto ritenuta non adatta ad un luogo sacro e di conseguenza subì continui spostamenti e ricollocamenti fino al 1972, quando finalmente venne riportata definitivamente all’interno della libreria e ancorata al pavimento.

La libreria avrebbe dovuto ospitare i libri di Pio II, ma oggi al suo interno si possono invece ammirare dei corali e degli antifonari miniati di grandissimo valore.

È difficile entrare nella Libreria Piccolomini senza rimanere totalmente estasiati dalla magnificenza artistica che custodisce. Una piccola Cappella Sistina all’interno di una delle chiese più belle d’Italia, un autentico tripudio di colori accesi e luminosi che circondano il visitatore in un vortice di meravigliato stupore. Un vero capolavoro che consiglio vivamente di andare a contemplare.