LE TRE DAME DEL MISTERO

“Tre donne intorno al cor mi son venute”.

Cito questa celebre e struggente canzone di Dante come pretesto per raccontarvi di tre donne, meravigliose quanto misteriose, che hanno rapito il cuore di tre artisti e successivamente quello di tutti noi. Il fascino dell’enigma, da quello celeberrimo della Sfinge di Edipo a quello del matematico inglese Alan Turing, ha stregato in ogni epoca e in ogni ambito. Il mondo dell’arte ne è ricolmo. Il Museo del Louvre di Parigi conta ogni anno circa dieci milioni di visitatori, con una media di 30.000 al giorno. Di questi, una buona percentuale la si trova sempre accalcata davanti al pezzo più famoso del museo, la Gioconda, nel disperato tentativo di scattare una foto (che inevitabilmente verrà mossa). Ma perché? Il Louvre ospita una collezione di opere straordinarie di inestimabile valore storico-artistico… il perché è insito nel suo sorriso. La Monna Lisa è uno dei misteri irrisolti più celebri della storia e questo ha inevitabilmente contribuito a renderla un’attrazione senza eguali. Il furto avvenuto nel 1911, per il quale venne accusato persino Pablo Picasso, i ripetuti atti vandalici (come la tazza da tè scaraventata contro il vetro di protezione), nonché le numerose riproduzioni e caricature, hanno fatto sì che i turisti si riversassero al suo cospetto come sciami di api sul miele. Ma chi è davvero la Gioconda? Molti, in base a un documento del 1525 che la cita, hanno asserito che si tratti di Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo. Tuttavia la descrizione fisiognomica non coincide, i continui ritocchi operati da Leonardo nel corso degli anni destano numerose incertezze. Le attribuzioni del soggetto sono molteplici. La più interessante è sicuramente quella che vede nel volto della Monna quello di Caterina Sforza, signora di Imola e Forlì, ritratta in un altro dipinto, realizzato da Lorenzo di Credi, assai somigliante a quello di Da Vinci. La dama leonardesca è vestita a lutto e allo stesso tempo sul suo viso affiora un sorriso che nasconde una storia tutta da raccontare. Si tratta forse di un sorriso che cela al pittore un dolore inesprimibile? In questo caso si può considerare verosimile l’ipotesi che nelle sue vesti ci sia Isabella d’Aragona, moglie del duca di Milano Gian Galeazzo Maria Sforza, fatto probabilmente assassinare da Ludovico il Moro. Non sapremo mai la verità, non sapremo mai i veri volti che si celano dietro le dame di Leonardo, come quello della “Scapigliata”, bozzetto preparatorio per il perduto “Leda e il cigno”, reso celebre in tempi recenti dalla serie Rai, in chiave “Sherlock Holmes”, dedicata al grande artista e al suo legame speciale con la misteriosa Caterina da Cremona. Ma in fondo non importa chi sia la Gioconda, importa la storia che ogni visitatore può immaginare guardandola. E non solo con lei. Raffaello Sanzio nel 1505-1506 ha ritratto una donna con in grembo un unicorno, simbolo di purezza verginale. Anche in questo caso il soggetto è dubbio. Il duello è tra Caterina Gonzaga di Montevecchio e Giulia Farnese, amante di Papa Borgia. Si dice che entrambe fossero dotate di straordinaria bellezza, tanto da gareggiare in una vera e propria competizione, come quella tra le tre dee greche del pomo della discordia. Capelli biondi, occhi azzurri, pelle chiara e uno sguardo severo ma ammaliatore. Chi delle due nobildonne avrà prestato il bellissimo volto per Raffaello? A voi la scelta. La storia la ricostruiscono gli storici, ma questa volta tutto è nelle mani dello spettatore. La scrittrice Tracy Chevalier, guardando un altro ritratto iconico, quello della “Ragazza con turbante” di Vermeer, ha dato sfogo all’immaginazione dando vita a una delle storie letterarie più romantiche, poi adattata al grande schermo. Chi è la ragazza? L’amante, la figlia o una fanciulla immaginaria? Il volto pulito, timido ma seducente, gli occhi profondi e luminosi come la perla che indossa, così preziosa rispetto al vestiario. È un turbine di elementi opposti che confonde ma non può fare a meno di attirare lo sguardo che si fissa nei suoi occhi, senza possibilità alcuna di sfuggire alla travolgente emozione che ne scaturisce.