LA DANZA TRA ARTE ED EMOZIONE

“La danza è il linguaggio nascosto dell’anima”.
Martha Graham, una delle più grandi ballerine dello scorso secolo nonché madre della danza moderna, ha racchiuso in questa frase tanto profonda il suo pensiero su quella che è stata la forma di espressione più autentica della sua vita. È molto difficile esprimere a parole la sublime bellezza di quest’arte che affonda le sue radici in un passato molto lontano e che ha il potere di sprigionare in molteplici forme gli innumerevoli colori dell’animo umano. La danza è perdersi. Perdersi in un’altra dimensione, come facevano le Baccanti o Menadi, protagoniste di una delle più celebri e macabre tragedie di Euripide, seguaci del dio Dioniso e ballerine sfrenate. In onore del dio del vino e dell’eccesso, intonavano canti e danzavano senza freni fino allo sfinimento, come si può vedere in un dipinto di Bouguereau da cui si sprigiona un’energia incontenibile. La danza è esibizione. Presso gli antichi Greci, il coro, durante le rappresentazioni teatrali, si esprimeva prevalentemente tramite musica e danze. Il termine “coro” deriva infatti dal verbo greco “korèuo”, che significa appunto danzare. Diverse coreografie allietavano gli spettatori a seconda che in scena si stesse svolgendo una tragedia, una commedia o un dramma satiresco.
La danza è malinconia. Talvolta l’animo turbato si esprime attraverso movimenti del corpo che rispecchiano l’io interiore. Cosa c’è di più malinconico della cosiddetta danza macabra, molto diffusa in epoca medievale, in cui il “memento mori”, ovvero il monito sull’ineluttabilità della morte, era rappresentato a livello iconografico con una danza tra scheletri e uomini e donne di ogni estrazione sociale. Un bell’esempio è l’affresco realizzato da Giacomo Borlone de Buschis tra il 1484 e il 1485 all’interno dell’Oratorio dei Disciplini a Clusone (BG). La danza è disciplina. In ogni epoca storica, in differenti paesi, si sono evolute molteplici forme di ballo con passi e movimenti ben definiti: si pensi alle ballate medievali o alla famosa “Volta”, danza rinascimentale tanto amata, si dice, dalla regina Elisabetta I, o ancora al balletto classico, espressione per antonomasia di disciplina e sacrificio. Il pittore impressionista Edgar Degas ci ha lasciato una splendida serie di dipinti ambientati nel mondo della danza tra lezioni in sala e spettacoli a teatro. Uno dei quadri più famosi è sicuramente “La classe di danza”, realizzato nel 1874: un gruppo di ballerine avvolte in tutù con nastri variopinti si esercitano sotto lo sguardo attento dell’anziano insegnante, mentre altre si riposano o ne approfittano per un po’ di stretching. La danza è spensieratezza. Come nel meraviglioso quadro “Bal au Moulin de la Galette” (1876), di Pierre Auguste Renoir, che ha voluto trasporre sulla tela un momento di svago, un ballo tra amici e coppie nella Parigi della Belle Époque. La danza è liberazione. Liberazione dai pensieri ma anche dalle catene. Come per gli schiavi neri nelle piantagioni di cotone, umiliati e privati della loro dignità. La danza era per loro un grido di libertà, un modo per sentirsi vivi, per combattere, per ribellarsi. Molto bello è un dipinto ad acquerello di mano ignota realizzato nel XVIII sec. che mostra alcuni schiavi neri che al ritmo del banjo ritrovano nella danza un briciolo di felicità. La danza è colore ed energia. Come nel dipinto di Fortunato Depero, “Rotazione di ballerina e pappagalli” (1917), che ritrae una ballerina meccanica mentre volteggia in un vortice di colori, con un accentuato dinamismo tipico dell’arte futurista. La danza è un’infinità di emozioni, per molti è vita. La danza è per tutti.
🔜 29 aprile, Giornata internazionale della danza.