Il nodo gordiano

Il nodo gordiano trae origine da una vicenda mitologica che vede coinvolto, ad un certo punto, anche Alessandro Magno.

Nell’VIII secolo a.C. i Frigi avevano costituito un proprio stato nell’entroterra dell’attuale Turchia, ma non avevano ancora decretato un sovrano. L’oracolo di Telmesso, antica capitale della Licia, aveva profetizzato che il primo uomo che fosse entrato in città su un carro trainato da buoi sarebbe diventato re.

Il primo ad entrare fu un povero contadino di nome Gordio, il quale in conformità all’oracolo fu nominato re. Il suo carro, divenuto ormai un simbolo sacro, fu assicurato ad un palo attraverso un intricato nodo. Esso sarebbe rimasto il simbolo per eccellenza del potere regale e politico dei re di Frigia, accuratamente conservato nel tempio di Gordio fino all’arrivo di Alessandro Magno, il noto condottiero macedone che sciolse il nodo.

La profezia, infatti, volle che chiunque fosse stato in grado di sciogliere quel nodo avrebbe conquistato tutta l’Asia minore. E così il leggendario Alessandro prima tentò di disfarlo con le proprie mani ma poi, non riuscendovi, decise di tagliarlo di netto con la spada.

Con il passare del tempo, l’espressione “nodo gordiano” ha assunto una valenza metaforica, riferendosi ad un problema la cui soluzione è talmente intricata che può essere trovata solo alla maniera di Alessandro, ossia con un taglio netto.