I labirinti impossibili

Nella sua colossale opera, intitolata Naturalis Historia, Plinio il Vecchio racconta che nell’antica Grecia furono costruiti ben 4 labirinti leggendari.

Il primo di cui parliamo è il LABIRINTO DI CNOSSO, situato a Creta. Per intenderci, quello in cui fu rinchiuso il Minotauro. Fu il re Minosse a volerlo erigere per relegarvi la terribile creatura che stava seminando distruzione e morte tra il suo popolo. Grazie all’aiuto della principessa Arianna e del suo mitico filo, l’eroe Teseo riuscì a sconfiggere il mostro e a mettersi in salvo. Dopo di lui, scapparono dal labirinto anche Dedalo e il figlio Icaro, servendosi di ali attaccate alle spalle con la cera.

Il secondo di cui voglio parlarvi è il LABIRINTO EGIZIANO, situato presso la città di Arsinoe. Era il più antico di tutti e fu costruito dal faraone Amenemhet III come parte integrante della sua piramide funeraria. I Greci solevano soprannominare Arsinoe “Città dei coccodrilli”, perché era sede del culto di Sobek (anche detto Sebak), il dio-coccodrillo della mitologia egiziana. Molti studiosi ritengono che a questo leggendario labirinto descritto dagli antichi possa corrispondere il Labirinto di Meride, scoperto nel 1888.

Poi, c’è il LABIRINTO ITALICO, che fu costruito dal re etrusco Porsenna come sepolcro. Consiste in una fitta rete di passaggi scavati nella roccia e dagli antichi viene descritto come “favoloso” e “fuori da ogni immaginazione”. All’interno furono posizionali dei campanelli sospesi, il cui suono veniva portato lontano dal vento che li agitava.

Per ultimo, ma non ultimo, c’è il LABIRINTO DI SAMO. Localizzato erroneamente a Lemno, esso nasce in realtà come tempio dedicato alla dea Era. Dopo un terribile incendio, fu ricostruito per volere del tiranno Policrate. Acquisì il soprannome di labirinto a causa dell’inconsueta selva di altissime colonne, 150 secondo Plinio, che lo rese famoso in tutto il mondo.

Labirinto di Cnosso

Labirinto egiziano

Labirinto italico

Labirinto di Samo