Girotondo attorno all’albero di Natale

Le feste di Natale, tra pranzi e cene in compagnia (per quanto possibile, visti i tempi in cui ci troviamo), sono ormai passate. Ma si sa, finché c’è un albero addobbato nelle nostre case e nelle piazze delle città, non si può considerare concluso il periodo natalizio. Allora perché non soffermarci ad ammirare questo bellissimo dipinto di Viggo Johansen? A molti forse questo nome dirà poco ma egli fu un pittore di grande spicco nel panorama artistico di fine ‘800 del suo Paese, la Danimarca. Fu membro di un gruppo chiamato “I pittori di Skagen” cui facevano parte artisti scandinavi che si recavano di frequente in quella città per dipingere en plein air sul modello impressionista, che influenzò notevolmente anche Johansen, in particolare in seguito a una sua visita a Parigi. Lo si percepisce nel suo peculiare utilizzo dei colori e nella sua maestria nel ricreare ambienti di luce soffusa densi di chiaroscuri. Proprio come in questo suggestivo dipinto, in cui una famiglia balla felice intorno ad un albero illuminato che rischiara i loro volti e crea tutt’attorno un’atmosfera magica e gioiosa. Sembra quasi di poter entrare nel quadro. Ma vi siete mai chiesti perché a Natale addobbiamo un albero? L’usanza andrebbe fatta risalire agli antichi Greci e Romani che erano soliti decorare rami di ulivo o di alloro con ghirlande e frutti per propiziare i raccolti o per ringraziare le divinità dei doni della terra. Anche i Celti e le popolazioni del nord avevano l’usanza di addobbare dei sempreverdi, come l’abete, che era caro al dio Odino. I Vichinghi avevano una predilezione per l’abete rosso, ritenuto foriero di poteri magici e propiziatori. La tradizione dell’albero, spogliata di significati connessi al solstizio d’inverno e ai raccolti, si diffuse pian piano anche in ambienti cristiani, caricandosi di una simbologia legata alla Bibbia. Sebbene inizialmente si prediligesse l’agrifoglio come simbolo di Cristo, con le sue spine e le sue bacche rosso sangue, in seguito si cominciò ad adottare l’abete come emblema dell’Albero della vita dell’Eden, dell’immortalità, della Trinità (per la sua forma a triangolo), della Croce della Redenzione. In ricordo delle bacche d’agrifoglio, iniziarono ad essere apposte come decorazione delle mele (richiamo all’albero di Adamo ed Eva) e poi delle bocce rosse. Le lucine vennero aggiunte come simbolo della luce divina. Per molto tempo l’albero di Natale è rimasto appannaggio delle popolazioni del nord di più lunga tradizione, e solo in tempi relativamente recenti è stato accettato nel resto del mondo cattolico. Papa Giovanni Paolo II è stato il primo a far allestire un albero di Natale in Piazza San Pietro. Nonostante la molteplicità di significati e simboli che si possono attribuire all’albero di Natale, quello che davvero ci tocca da vicino è la gioia nell’addobbarlo insieme ai nostri cari e la soddisfazione nel sentirci, per un giorno, veri e propri artisti.