Bibbia Bassetti

Visualizza immagine di origineOggi voglio farvi fare un viaggio nel magico mondo del manoscritto. Come ben sapete, prima dell’invenzione della stampa, i testi venivano scritti a mano su diversi tipi di supporto, come papiro, pergamena e carta. La professione di amanuense divenne fondamentale nel periodo medievale, quando venne svolto un prezioso lavoro di riscrittura di testi antichi, greci e romani, contribuendo alla loro conservazione. Vennero però prodotti anche numerosi altri testi, molti dei quali arricchiti da immagini miniate, lettere filigranate e iniziali istoriate. Per questo, a ragione, possiamo considerare tali manoscritti come vere e proprie opere d’arte.

Vorrei proporvi, a titolo di esempio, un Codice Sacro, sconosciuto ai più se non a una ristretta cerchia di studiosi, e conservato nella Biblioteca Comunale di Trento, città in cui vivo. Si tratta della cosiddetta Bibbia Bassetti, che, oltre ad essere un manoscritto splendido dal punto di vista artistico, presenta una storia particolare e a tratti anche un po’ oscura. Per stabilirne la datazione, sono stati condotti numerosi studi mettendo a confronto il suo apparato iconografico con quello di altri codici di più sicura cronologia. È emerso che l’identità del maestro miniatore della Bibbia Bassetti (almeno per quanto riguarda la prima parte dell’opera) sia la medesima di quello della Bibbia di Corradino (XIII secolo), altro codice molto importante che risente di influenze figurative bizantine, diffuse un po’ in tutta la penisola, e di modelli coevi parigini.

Come molto spesso accade con i libri, la Bibbia Bassetti è passata di mano in mano prima di approdare alla Biblioteca di Trento nel 1897. Grazie ad alcune note di possesso presenti sul Codice, possiamo azzardare una storia di trasmissione che inizia nel 1365 con la famiglia Morano, di origine veronese. Melchior von Meckau, vescovo di Bressanone dal 1482 al 1509 ne divenne il successivo possessore, poi il testo passò alla famiglia dei Madruzzo, principi vescovi di Trento dal 1539 al 1658. Cristoforo Madruzzo partecipò al Concilio di Trento e in quell’occasione si portò appresso la Bibbia che venne probabilmente utilizzata dai padri conciliari per prestarvi giuramento. Da qui deriva il fascino leggendario della Bassetti!

Dai Madruzzo il manoscritto passò forse in eredità ai lorenesi di Lenoncourt e successivamente ai marchesi del Carretto di Balestrino di Genova. Nel XIX sec. pervenne alla famiglia Bassetti, il cui ultimo esponente la donò alla Biblioteca Comunale di Trento. Al di là di tutte queste migrazioni, sfogliare la Bibbia Bassetti è un vero piacere per gli occhi. Il testo disposto su due colonne lascia spazio a meravigliose iniziali filigranate blu e rosse, splendide lettere miniate all’inizio di ogni prologo e istoriate all’inizio di ciascun libro biblico, realizzate per lo più in rosso, viola, rosa, blu, giallo e foglia d’oro. Storia, arte e religione si intersecano in maniera sublime in quest’opera manoscritta, che tra l’altro potete sfogliare online a questo link: https://bdt.bibcom.trento.it/Manoscritti/10424#page/n15 

Sono sicura che vi stupirà!