Banksy

“Alcune persone vogliono rendere il mondo un posto migliore. Io voglio solo rendere il mondo un posto più bello. Se non ti piace, puoi sempre dipingerci sopra!”

Banksy

Geniale, ironico, irriverente, innovativo, diretto, misterioso e inafferrabile. Questo è Banksy, il famosissimo artista, forse inglese, che ha fatto molto parlare di sé negli ultimi anni. Di lui (o lei, se non addirittura loro) non si sa nulla. Sono state fatte molte ipotesi sulla sua identità (alcuni sostengono che sia Robin Gunningham, ex studente della Bristol Cathedral Choir School oppure che sia Robert Del Naja, musicista dei Massive Attack) ma nessuno è mai riuscito a scoprire di chi si tratti veramente e questo è già di per sé un fatto assolutamente innovativo nel variegato pianeta dell’arte. In un mondo in cui la ricerca della fama e del successo sono all’ordine del giorno, questo artista ha preferito rimanere nell’ombra e dedicare se stesso e il suo talento a stupire con opere provocatorie, molto belle ma soprattutto fruibili a tutti. Banksy, infatti, ha scelto la street art per esprimersi e ora può contare su un pubblico davvero vastissimo: tutti ne parlano, tutti lo cercano, tutti ne vogliono acquistare le opere. Strano a dirsi ma, nonostante esse si trovino su muri, palazzi, ponti e strade, sono state ugualmente vendute da case d’asta e galleristi per milioni di sterline.

Dal momento che Banksy ha scelto di rimanere anonimo, per evitare di far trapelare la propria identità facendosi sorprendere nel bel mezzo della realizzazione di un’opera, ha adottato la tecnica dello stencil, che gli permette di completare il lavoro in soli quindici minuti. Si tratta di una tecnica molto diffusa nell’arte di strada e consiste nella realizzazione di sagome in negativo che vengono appoggiate sulla superficie scelta e spruzzate di colore. In questo modo Banksy può dedicare tutto il tempo che desidera nella creazione delle sagome, che tra l’altro possono essere riutilizzate più volte, e risparmiarne nel momento fatidico della trasposizione in un luogo pubblico.

L’arte di Banksy non affascina solamente per l’alone di mistero che lo attornia, ma anche per la potenza morale dei suoi disegni. Le tematiche trattate sono di grandissimo spessore: politica, guerra, inquinamento, sfruttamento minorile, problema migratorio e più in generale impoverimento del genere umano. La denuncia che egli mette in atto è davvero forte e la cosa più sorprendente è che utilizza tratti satirici, ma che fanno molto riflettere. Provocazione è la parola d’ordine per Banksy. Ne è prova la curiosa beffa messa in atto durante l’asta di uno dei suoi disegni più celebri, la “Bambina con palloncino”, battuta per 1.042.000 sterline. Non appena conclusa la vendita, il quadro ha iniziato ad autodistruggersi con un meccanismo simile a un tritadocumenti. Si può immaginare lo stupore dei presenti che hanno visto un’opera così preziosa letteralmente disintegrarsi sotto i loro occhi, ma ciò che lascia ancora più interdetti è il fatto che essa abbia acquisito un valore ancora maggiore, proprio perché la performance ideata da Banksy è stata intesa come parte dell’opera stessa. Quello dell’artista voleva essere probabilmente un messaggio rivoluzionario contro la mercificazione dell’arte.

L’arte di Banksy è bella perché è diretta, colpisce subito lo spettatore, arriva dritta al cuore. Basti pensare al toccante Santa Claus homeless di Birmingham: grazie al suo disegno, un uomo senza tetto sdraiato su una panchina si è trasformato in Babbo Natale in sella alla sua slitta trainata da due renne. Nulla di più azzeccato di una festività così, sentita in tutto il mondo, per smuovere le coscienze sulla presenza, accanto a noi, di persone più sfortunate, i cosiddetti “ultimi” della nostra società dominata dal grande capitale finanziario, dall’ingiustizia, dalle disuguaglianze, dalle discriminazioni.

Un’altra opera veramente toccante è quella apparsa in un ospedale di Southampton (intitolata Game Changer): raffigura un bambino che gioca con un supereroe molto insolito, mentre Batman e Spiderman si trovano in un cestino al suo fianco. L’eroe è un’infermiera con mascherina e mantello. Quello di Banksy è un bellissimo omaggio a tutti gli operatori sanitari che hanno mostrato un grande coraggio e una grande tenacia, mettendo a repentaglio le proprie vite, nel combattere contro l’epidemia di coronavirus. Insieme al disegno una dedica dell’artista: “Grazie per tutto il lavoro che state facendo. Spero che questo lavoro porti un po’ di luce, anche se è solo in bianco e nero”. In tempi di negazionismo, no mask e no vax, un’opera come questa si può considerare davvero un faro di luce nelle tenebre.

Uno dei temi maggiormente affrontati da Banksy è sicuramente quello dell’immigrazione. La potenza delle immagini da lui raffigurate fanno riflettere più di mille parole. Prima tra tutte quella di un bambino con salvagente e razzo segnaletico apparso su un muro di un edificio di Venezia (bisogna sottolineare che Banksy mostra sempre grande rispetto per gli edifici storici, preferendo per le sue opere luoghi di scarso interesse e talvolta in stato di quasi abbandono). Sempre sul medesimo delicatissimo tema non si può non ricordare il disegno di una bambina con indosso un giubbotto di salvataggio che protende la mano verso un salvagente rosa a forma di cuore, raffigurato su una nave che Banksy stesso ha comprato per un nobile scopo. Nel 2019 ha contattato Pia Klemp, nota capitana di barche ONG, per finanziare l’acquisto di una nave in grado di salvare i profughi e i migranti nel Mediterraneo. La nave, che batte bandiera tedesca e porta il nome di Louise Michel, un’anarchica femminista francese del XIX secolo, ha già salvato più di cento persone, tra cui molte donne e bambini.

Ebbene Banksy aveva ragione pronunciando quella frase. Ha reso il mondo un posto più bello, però possiamo dire che l’ha reso anche un po’ migliore, non solo contribuendo a salvare delle vite ma anche smuovendo le coscienze con la potenza dei suoi messaggi. L’arte come strumento di bene, l’arte come mezzo per salvare il mondo dal declino in cui sta inesorabilmente cadendo. Questo è ciò di cui abbiamo bisogno. Bellezza, cultura, valori, pensiero critico e soprattutto umanità.

Consiglio

Se Banksy vi ha colpito allora vi consiglio senz’altro di visitare la mostra allestita a Roma al Chiostro del Bramante. Fino all’11 aprile 2021, saranno esposte più di 90 opere su un arco temporale che va dal 2001 al 2017. Qui sotto il link per avere informazioni più dettagliate.

https://www.romatoday.it/eventi/cultura/banksy-mostra-chiostro-del-bramante-quando.html

Se vi capita, visitate anche il profilo Instagram di Banksy. Ecco qui il link: https://www.instagram.com/banksy/?hl=it