Arazzo di Bayeux

Arazzo di Bayeux, XI secolo, Centro Guillaume-le-Conquérant, Bayeux

Difficile non aver sentito almeno una volta nella vita il nome di Guglielmo il Conquistatore, chiamato così per la sua celebre impresa di conquista dell’Inghilterra. Guglielmo infatti era duca di Normandia, aveva ereditato il titolo all’età di soli otto anni e aveva dovuto affrontare numerose rivolte e tumulti. Nonostante una situazione costantemente precaria e un rapporto non troppo amichevole con il re di Francia Enrico I, Guglielmo poteva però contare su un legame di sangue molto importante, quello con Edoardo il Confessore, re d’Inghilterra, che nel 1051 aveva fatto promessa a Guglielmo di nominarlo suo successore se non avesse avuto eredi maschi. Nel 1066 in effetti Edoardo morì senza aver generato figli e dunque si aprì il problema della successione che si risolse rapidamente con l’autoproclamazione a re di Aroldo, genero di Edoardo. Guglielmo non poteva tollerare un tale affronto e decise pertanto di invadere l’Inghilterra e fronteggiare il rivale re illegittimo.

Nella celebre battaglia di Hastings del 1066 Guglielmo ottenne la vittoria e venne proclamato re d’Inghilterra, segnando l’inizio di una nuova dinastia regnante, quella dei Normanni. La storia di Guglielmo, come tante altre intessute di lotte per la successione al trono, non è di certo originale ma c’è un’opera di straordinaria bellezza che racconta l’intera vicenda rendendola molto più affascinante. Si tratta del famoso Arazzo di Bayeux, che secondo l’ipotesi più accreditata, venne commissionato dall’arcivescovo Oddone di Bayeux (con chiaro intento propagandistico), molto presente nella trama narrativa dell’opera. Secondo alcuni l’arazzo sarebbe stato invece fatto realizzare dalla regina Matilde, moglie di Guglielmo. Questa incertezza sul committente fa oscillare la datazione che ad ogni modo viene fissata tra gli anni 70 e 80 dell’XI secolo. L’arazzo è in realtà un tessuto ricamato, lungo ben 68,30 metri, risultanti dalla giustapposizione di nove pezze di stoffa tra i 14 e i 2 metri circa. È un’opera unica nel suo genere: le scene e i 1515 soggetti raffigurati forniscono preziose informazioni su vita e costumi dell’XI secolo oltre ad essere visivamente molto belle. È davvero suggestivo entrare nella sala buia dove è conservato l’arazzo, che corre lungo una struttura vetrata ovoidale e messo in risalto da un’illuminazione particolare. È sicuramente un’emozione ammirarlo. 

Di seguito alcune scene significative dell’arazzo:

In questa scena il re Edoardo d’Inghilterra incarica Aroldo di comunicare la sua decisione di nominare Guglielmo suo successore.

Aroldo viene incoronato re dopo la morte di Edoardo.

Qui si vedono alcune persone che indicano una cometa. È la cometa di Halley, che venne interpretata come presagio di sventura per Aroldo.

In questa nitida immagine si vede la flotta di Guglielmo che parte per l’Inghilterra. È molto interessante, per quanto riguarda la storia navale, notare che le imbarcazioni sono di tipo vichingo.

I Sassoni e i Normanni si affrontano in uno scontro violento. Anche questa scena è molto interessante per lo studio delle armi dell’epoca.

Aroldo viene ferito mortalmente e la battaglia di Hastings si conclude con la vittoria Normanna. L’ultima scena dell’arazzo, purtroppo perduta, avrebbe dovuto rappresentare l’incoronazione di Guglielmo a re d’Inghilterra