I sogni segreti di Walter Mitty

I sogni segreti di Walter Mitty

Per viaggiare, non solo con la fantasia

In questo ottavo appuntamento restiamo nel nuovo millennio; voglio raccontarvi di un film a me molto caro che mi rispedisce indietro di molto tempo, ogni volta che lo guardo, ad un periodo della mia vita decisamente roseo e spensierato.

Vidi questo film non molto dopo la sua uscita, all’incirca durante il biennio 2014/2015 quando frequentavo il mio primo anno di Università, mi liberavo da una claustrofobica e ormai logora storia d’amore di tre anni e mi affacciavo ad una fresca e spumeggiante nuova fase. La frizzante atmosfera accademica che stavo vivendo, condita a suo tempo da una indimenticata compagnia, mi si ripropone ogni volta che riguardo questa pellicola e che riascolto la meravigliosa colonna sonora che la accompagna.

Comunque, torniamo a noi. Il protagonista è, come potete immaginare, Walter Mitty: insoddisfatto, triste e rassegnato impiegato della celebre rivista Life, responsabile da anni dello sviluppo dei negativi delle fotografie. Durante un qualsiasi giorno di lavoro viene a sapere che l’azienda è stata venduta e che presto diventerà una piattaforma online attraverso una fusione guidata da uno spocchioso e sgradevole omuncolo di nome Ted Hendricks. Lo stesso giorno un famosissimo fotografo, tale Sean O’ Connell – Sean Penn ‒, gli invia un regalo ed un importantissimo negativo, la numero 25, che lui stesso definisce: la “quintessenza della vita”.

Ma, ovviamente, la 25 non si trova più e Walter, che ne è responsabile, entra immediatamente nel panico, particolarmente quando la dirigenza, Hendricks compreso, desiderano vederla per farne la nuova e ultima copertina di Life cartaceo. Da qui, grazie all’aiuto della deliziosa Cheryl Melhoff e ad una massiccia dose di coraggio, Walter si imbarca (letteralmente) in una spericolata avventura che lo porterà ai quattro angoli del globo per scoprire dove fosse finita quella maledetta 25 e soprattutto se stesso.

Il commento

Personalmente, trovo che tutto il percorso di Walter, sia personale che sociale (mi riferisco al rapporto con Cheryl, con la madre e con la sorella), possa essere definito catartico. Il coraggio di mollare tutto, prendere e partire lo considero come un’utopia cui prima o poi mi piacerebbe prender parte. Walter non va soltanto in cerca della 25, ma anche e soprattutto di se stesso. Dopo una vita trascorsa al buio, negli archivi di Life, si rende conto di non aver collezionato nessuna esperienza, nessuna conoscenza, insomma niente che valesse la pena raccontare. L’ottima regia, inoltre, pone l’accento sui meravigliosi e sterminati paesaggi che il nostro protagonista si trova di fronte.
Anche questo film potrete trovarlo bazzicando tra i canali del digitale, tra il 20 e il 27. Purtroppo, non sono riuscito a trovare una piattaforma che lo contenesse, ma vi consiglio comunque vivamente di cercarlo e di guardarlo, ovviamente. Sono certo che saprà donare a voi la stessa sensazione di libertà e di spensieratezza che dà a me ogni volta che lo guardo e che, inoltre, sarà un modo per evadere finalmente da questa campana di vetro nella quale ci troviamo costretti ormai da due mesi. Buona visione!