Interstellar

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La visione fantascientifica del genio Nolan

A pochi giorni dall’uscita dell’inintelligibile ed enigmatico “Tenet”, quest’oggi vi propongo un magnifico e altrettanto contorto thriller fanta(?)scientifico, nato anch’esso dalla geniale visione cinematografica di Christopher Nolan.

Il regista londinese, padre della meravigliosa trilogia del Cavaliere Oscuro, negli ultimi anni sta riscuotendo un enorme successo grazie alle fantasiose ed estrose produzioni di cui è stato fautore, spesso spingendosi oltre il limite della mera messinscena.

Interstellar è quello che si può definire un vero e proprio “Kolossal” alla vecchia maniera: film di una durata quasi intollerabile, trama più che contorta e svariate sotto trame che accompagnano pochi ma ben distinti personaggi, del quale alla fine del film veniamo a sapere vita, morte e miracoli (con tutto quel tempo da riempire…).

La trama è, paradossalmente, semplice: in una Terra di un futuro non ben definito stanno scarseggiando le materie prime per il sostentamento dell’umanità che, addirittura, ha smesso di finanziare gli eserciti per darsi da fare nel coltivare la terra.

In questo futuro, il quale purtroppo somiglia sempre di più al nostro presente, vive Joseph Cooper – Matthew McConaughey – ingegnere ed ex pilota della NASA che si guadagna da vivere coltivando mais. Con lui abitano i due figli e il suocero, rimasto con loro dopo la prematura morte della figlia.

La vita della famiglia Cooper scorre più o meno tranquilla, fino a quando una tempesta di sabbia dà il via a quella che sarà la più grande avventura che l’umanità abbia mai vissuto.

Per puro caso “Coop” e Murphy, la figlia minore, vengono in contatto con un gruppo di scienziati che altro non sono che ex ingegneri della NASA, che in gran segreto stanno progettando di colonizzare altri pianeti prima che la Terra giunga alla fine.

Spinto dalla curiosità del viaggio interplanetario e dalla necessità di trovare un futuro migliore e un pianeta sano dove vivere per i suoi figli, il nostro protagonista decide di imbarcarsi in questa infinita odissea tra le stelle.

Il viaggio prevede una traversata interstellare (appunto) che porterà “Coop” e altri quattro scienziati, tra cui Amelia Brand interpretata dalla meravigliosa Anne Hathaway, dall’altra parte dell’Universo, lontano, letteralmente, anni luce da casa.

Il commento

Per i pochi che non hanno ancora visto Interstellar, sappiate che vi aspettano più di due ore di numeri, calcoli, traiettorie complicate e un fiume di lacrime.

Cast che vanta diverse stelle di Hollywood, tra cui l’inossidabile Michael Caine, il premio Oscar Casey Affleck, la già citata Anne Hathaway e la splendida e bravissima Jessica Chastain, nei panni della piccola Murphy da adulta.

A mio modesto parere questa pellicola è una delle migliori produzioni fantascientifiche degli ultimi anni, in cui i complessi calcoli e metodi di viaggio interstellare vengono spiegati in modo quasi elementare per aiutare lo spettatore, comune mortale, a capire quello che i protagonisti stanno per vivere. Non dimentichiamo, infatti, che il regista si è avvalso dell’aiuto di numerosi astrofisici, matematici e cervelloni di ogni genere per far sì che il film potesse essere realistico dal punto di vista scientifico, almeno in teoria.

Grandiosa prestazione di McConaughey, che, dopo un inizio di carriera passato a fare il bello e dannato in commedie romantiche, trova il suo spazio e la sua dimensione anche nei film impegnati, uno su tutti Dallas Buyers Club.

La trama si snocciola con un andamento altalenante, che varia dalla disperazione più totale dei protagonisti, ai simpatici siparietti comici che “Coop” intrattiene con le due IA che lo accompagnano in questo viaggio, fino a catapultarci in agorafobiche ambientazioni spaziali. È grazie alla variazione di queste situazioni che, tutto sommato, il film ci appare scorrevole e piacevole, segno di una regia di tutto rispetto che ha saputo valorizzare l’ambizioso progetto di cui si è vista protagonista.

Telegraficamente: la situazione ambientale descritta nella pellicola deve farci riflettere sulla possibilità che, alle condizioni attuali, un domani il nostro pianeta possa collassare inesorabilmente.

Un plauso, quindi, al regista che avvalendosi di fantastiche scene d’azione, intrecci familiari e amorosi, ci mette, però, in guardia sulla possibilità che il futuro non sia poi così roseo per la razza umana.

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