Scaramucce tra regnanti. La discesa di Carlo VIII in Italia

Scaramucce tra regnanti. La discesa di Carlo VIII in Italia

Scaramucce tra regnanti

La discesa di Carlo VIII in Italia

Correva l’anno 1494 e in Italia la situazione stava mutando molto velocemente. Appena due anni prima a Firenze, dopo oltre due decenni di egemonia incontrastata, Lorenzo il Magnifico muore, passando il testimone al timoroso figlio Piero, accolto con giubilo solo grazie alla fama di oculato politico del padre. A Milano, anche il duca Galeazzo muore a causa di una congiura e il potere dovrebbe passare al primogenito Gian Galeazzo, se non fosse che è troppo piccolo per governare; ne consegue che per parecchi anni sarà lo zio, il buon (si fa per dire!) Ludovico il Moro a detenere il potere in qualità di tutore del nipote.

Cosa accade? Gian Galeazzo decide di sposarsi, e non con una fanciulla qualunque, bensì con la nipote del re di Napoli Isabella, unendo così due importanti casate, quella degli Sforza e quella degli Aragonesi. Dai due viene generato un figlio ed è proprio tramite questo nipotino che il sovrano napoletano inizierà ad avanzare le sue pretese sul potente ducato di Milano.

Ludovico, che per conservare il potere farebbe di tutto, non ci sta e chiama in suo soccorso Carlo VIII, re di Francia, persuadendolo ad intraprendere una spedizione contro il Regno di Napoli per rivendicare il suo legittimo posto sul trono, dato che ‒ cosa molto importante! ‒ la nonna paterna di Carlo era Maria d’Angiò.

Ha quindi inizio la discesa di Carlo VIII in Italia e nel corso del 1494 iniziano a formarsi i primi schieramenti: da una parte abbiamo appunto il re di Francia e i milanesi, dall’altra abbiamo invece il Regno di Napoli che, più tardi, verrà supportato da alcuni alleati, come ‒ tanto per citarne uno ‒ lo Stato Pontificio.

Comunque, a settembre Carlo avanza e si porta dietro circa 30 mila uomini dotati di un’avanzatissima artiglieria, motivo per il quale la formidabile Caterina Sforza, Signora di Imola e Forlì, si vede costretta a fortificare tutte le rocche in suo possesso in vista del transito in Romagna di quell’immane esercito. C’è un primo scontro, la battaglia di Rapallo, vinto da Carlo, quindi l’esercito francese si accampa ad Asti. Qui, avviene l’incontro tra francesi e milanesi: Isabella, figlia del re di Napoli, tenta invano di dissuadere il re francese dalla conquista del regno di suo padre e di aiutarla a salvare la sua famiglia dalle grinfie del Moro, ma Carlo non l’ascolta e le conseguenze si fanno sentire. Poco tempo dopo, infatti, Gian Galeazzo (marito di Isabella e legittimo duca di Milano) muore in circostanze a dir poco sospette. Il principale sospettato è ovviamente suo zio, lo spietato e ambizioso Ludovico, che di tutta risposta si fa nominare Signore di Milano con l’appoggio del re di Francia.

Carlo sta intanto scendendo verso sud, intenzionato a percorrere la via Emilia, ma a difendere la Romagna c’è la già menzionata Caterina, donna da non sottovalutare, perciò il re decide di passare per la Toscana: qui il povero Piero deve tener sotto controllo una situazione più grande di lui, che finisce infatti per scoppiargli tra le mani. A causa della sua inettitudine, l’erede di Lorenzo il Magnifico viene cacciato dalla sua città dagli stessi fiorentini, che poi proclamano la Repubblica.

Lasciandosi alle spalle i disordini di Firenze, Carlo raggiunge Roma, all’epoca sotto il pontificato di Alessandro VI. Nonostante l’iniziale opposizione del pontefice, ben presto i francesi l’hanno vinta (grazie anche all’amante del Papa Giulia Farnese che, catturata dai nemici, sarà usata come merce di scambio) e, dopo aver saccheggiato la Città Eterna, attraversano gli Stati della Chiesa alla volta di Napoli.

Per farla breve, nel febbraio del 1495 Carlo riesce a prendere Napoli, in effetti conquista la città senza nemmeno spargere troppo sangue , perché re Ferdinando II (il fratello di Isabella per intenderci) era già scappato con tutta la sua corte, lasciando quindi campo libero ai francesi. Carlo viene incoronato re di Napoli, ma i festeggiamenti durano poco. A maggio è già costretto a fare i bagagli e a ri-lasciare il trono al giovane Ferdinando.

È a questo punto che la situazione prende una piega davvero insolita. Ve lo ricordate Ludovico il Moro? Bene. Proprio lui che è il principale responsabile della discesa di Carlo VIII in Italia, adesso gli si avventa contro, organizzando una coalizione di Stati italiano per scacciarlo dalla penisola, perché si è reso conto che Carlo non se ne sarebbe di certo andato via a mani vuote. Quindi, c’è lo scontro tra l’esercito della Lega e i francesi, che vengono definitivamente sconfitti nella battaglia di Fornovo (6 luglio 1495) e sono così costretti a rientrare in patria con la coda tra le gambe.

Due anni di battaglie, numerosi morti, l’inizio delle guerre di Italia e tutto a causa di Ludovico e della sua brama di potere. Beh, almeno lui ha raggiunto il suo obiettivo!

Giulia Nanni

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