Teoria del Tutto. La fine

Teoria del Tutto. La fine

Teoria del Tutto

La fine

Nelle puntate precedenti ( https://www.antigonecultura.it/2020/07/19/teoria-del-tutto-lorigine/ ) abbiamo visto come Stephen Hawking con la sua Teoria del tutto sia riuscito a provare che la creazione dell’universo, l’origine del cosmo e la vita stessa siano figlie del caso. Abbiamo inoltre scoperto da dove veniamo e come siamo nati, ma la domanda che ha sempre attanagliato il famoso astrofisico è un’altra: come finirà “il tutto”?

Apophis 99942

Apophis è un asteroide scoperto nel 2004; non ne conosciamo esattamente la traiettoria, ma sappiamo che pesa circa 20 milioni di tonnellate e viaggia a 45 mila km/h nello spazio. Quando questo asteroide fu scoperto, allarmò a tal punto gli studiosi da far pronosticare la collisione sul nostro pianeta per il 2029. Proprio per questo motivo il corpo celeste in questione porta il nome di Apophis, la divinità egizia della distruzione.

In realtà le probabilità che questo corpo celeste colpisca la Terra sono attualmente molto scarse, ma nello spazio esistono numerosi asteroidi e alcuni di questi sono assai più grandi di Apophis. Statisticamente parlando, le possibilità che un asteroide così imponente colpisca il nostro pianeta sono circa di uno ogni 100 milioni di anni. L’ultima volta che questo evento ha avuto luogo sulla Terra c’erano ancora i dinosauri, che, causa asteroide appunto, si sono estinti.

È quindi possibile che la vita sul nostro pianeta cessi per la collisione con un asteroide di grandi dimensioni, talmente imponente da poter inaridire la Terra e mettere fine alla nostra storia. Tuttavia, questa teoria non è la più probabile: secondo Hawking l’uomo arriverà all’estinzione per (molte) altre cause e una tra queste è la sua stessa intelligenza.

Sopravalutare l’intelligenza

L’uomo è giunto a dominare il pianeta Terra in 10 mila anni grazie all’uso del suo ingegno e alle grandi capacità date dall’evoluzione, tanto che alcuni scienziati teorizzano che il processo evolutivo per l’uomo sia ormai arrivato alla fine. Nondimeno, il famoso teorico della Teoria del tutto non era dello stesso parere.

Hawking riteneva infatti che l’intelligenza venisse sopravalutata dall’essere umano, poiché in realtà questa non è essenziale per la sopravvivenza di una specie (ad esempio i batteri sono privi di intelligenza, eppure questo non è causa della loro estinzione). Per il noto astrofisico il fatto che l’uomo sia riuscito a dominare la Terra grazie alla propria intelligenza è solo un caso. La nostra intelligenza è in vero un’arma a doppio taglio: ha sì contribuito allo sviluppo della tecnologia e al miglioramento delle condizioni di vita dell’uomo sul pianeta, ma potrebbe anche costituirne la causa principale portando quindi la specie all’estinzione.

Queste riflessioni di Stephen Hawking fanno riferimento in modo particolare all’uso delle armi nucleari. L’uomo è una delle poche specie animali che, pur di distruggere un proprio simile, usa l’ingegno anche contro se stesso, cadendo così nell’autodistruzione. Hawking con queste considerazioni cercava forse di dirci che è molto più probabile che l’uomo si estingua in una guerra tra simili a colpi di armi nucleari? Non proprio! Le probabilità di una guerra nucleare sono poche (non siamo ancora così stupidi, buono a sapersi), ma la possibilità che si verifichino irreparabili catastrofi nucleari sono di una su dieci. 1/10 che per Stephen Hawking era anche un valore “fin
troppo ottimista”.

Gamma ray burst

Una supernova può essere così potente da mettere a repentaglio la vita sulla Terra? Effettivamente sì, in particolar modo un tipo di supernova considerato molto pericoloso per il nostro pianeta come la Gamma ray burst, anche detta Lampo gamma. Questo tipo di supernova è letale, perché emette i raggi per noi più nocivi, i raggi gamma.

Una stella che potrebbe presentare queste caratteristiche si trova molto più vicina a noi di quanto possiamo immaginare. Si tratta di un tipo di stella chiamato Wolf-Rayet (abbreviata in WR 104), che dista circa 8000 anni luce dalla Terra e che sembra stia arrivando alla fine della sua vita; infatti, il suo nucleo rilascia molti gas incandescenti. Se questa stella è effettivamente una gamma ray burst, quando diventerà una supernova produrrà una quantità incredibile di radiazioni, tanto da generare più energia di quella creata dal Sole in tutta la sua esistenza.

Non sappiamo ancora dire se i raggi di WR 104 colpiranno massicciamente la Terra, ma se ciò accadesse, le radiazioni sarebbero di una intensità tale da portare a condizioni per noi devastanti. Le radiazioni gamma causerebbero la distruzione dello strato di ozono che protegge il nostro pianeta natale. In altre parole, non avremmo più nulla nella nostra atmosfera in grado di tutelarci dalle pericolose radiazioni emesse dal Sole. Quindi, tutto questo porterebbe alla distruzione dell’ecosistema terrestre e causerebbe, inevitabilmente, la fine della storia della vita dopo 5 miliardi di anni di esistenza.

Parlando di stelle, sicuramente ci viene in mente che esiste una stella molto più vicina a noi della WR 104, cioè il Sole.

La morte del Sole

Ad oggi il Sole si trova a metà della sua esistenza e, in questa particolare fase della sua vita (la temuta mezza età), il calore del corpo celeste aumenta di circa il 6% ogni miliardo di anni. Questo vuol dire che tra circa 5 miliardi di anni il calore del Sole sarà di circa 200 milioni di gradi (alla faccia delle vampate di calore della menopausa!). Inutile dire che se il pianeta Terra sarà esposto a 200 milioni di gradi, farà più o meno la fine della classica torta dimenticata nel forno: diventerà una palla di roccia fusa sulla quale sarebbe impossibile vivere… ti sembra brutto? Non è finita qui.

Quando il Sole esaurirà il suo combustibile comincerà ad espandersi, trasformandosi in una gigante rossa. Questo vuol dire che tra 6 miliardi di anni la massa di questa stella sarà molto più grande di oggi, tale da distruggere tutti i pianeti vicini, uno dopo l’altro, per poi giungere alla fine della sua vita e morire anch’essa.

Big Crunch e grande freddo

Il nostro universo è ancora molto giovane, ha solo 13 miliardi di anni e per Stephen Hawking non finirà prima di compiere almeno 30 miliardi di anni. Come può finire l’universo? Abbiamo visto che il cosmo è in perenne movimento e si creano continuamente cose nuove; anche le galassie fanno parte di questi moti e quindi nascono, muoiono e mutano. Le galassie collidono tra loro e questo fa sì che si creino cose nuove: la nostra galassia ad esempio è destinata a fondersi con Andromeda.

Tutti questi cambiamenti sono causati dalla gravità, che crea dei vortici di danze spazio-temporali. La gravità porta energia che è destinata a far fondere e plasmare nuovi elementi, ma esiste anche una forma di energia che genera l’espansione ed evita che la gravità abbia il sopravvento: questa energia è detta energia oscura.

L’energia oscura è responsabile, insieme alla gravità, di mantenere in moto il cosmo in un gioco di equilibri più precari di quanto possiamo immaginare. Se l’energia oscura si esaurisse, lo spazio sarebbe soggetto solo alla forza della gravità e questo porterebbe al big crunch: tutta la materia esistente diventerebbe un unico grande buco nero, fino a far tornare tutto all’origine, come se il Big Bang non fosse mai esistito.

Cosa succederebbe se, invece, l’energia oscura avesse la meglio sulla gravità? L’energia oscura è ciò che sostiene l’espansione e questa, se eccessivamente presente, potrebbe portare l’universo ad espandersi talmente tanto da annullare la forza di gravità. Non si tratterebbe più di un ritorno ad un unico nucleo originario, bensì di un allontanamento di tutti i corpi celesti, fino a giungere ad un grande e freddo universo.

Eleonora Acito

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