Come sarebbe il mondo se Barbara D’Urso fosse un robot?

Come sarebbe il mondo se Barbara D’Urso fosse un robot?

Come sarebbe il mondo se Barbara D’Urso fosse un robot?

Tutte le novità dal mondo della robotica

Negli anni ’80 i robot facevano parte della fiction: erano il sogno degli accaniti fan di Goldrake che oggi ricordano con nostalgia quelle epiche battaglie per salvare la Terra, erano l’obiettivo di masse di teenagers in quei pomeriggi interi in fila nelle sale giochi in attesa del proprio turno per i cabinati di Space Invaders e PacMan e, ultimo e più importante, erano anche gli indimenticabili R2-D2 e C-3PO, spalle di Luke Skywalker. Oggi come oggi la robotica ha compiuto passi da gigante e ha reso possibile tutto quello che prima era ‒ letteralmente ‒impensabile, riuscendo a trasformare la fantascienza in REALTÀ.

Ormai, i robot sono parte integrante della nostra vita, alcuni di loro ci sostituiscono nelle mansioni manuali o ci affiancano sui luoghi di lavoro e all’interno delle mura domestiche; comunicano con noi e sanno fare ricerche in autonomia, ci consigliano musica, film, libri, ascoltano e rispondono alle nostre domande, leggono le ultime notizie di cronaca e ci raccontano anche pessime barzellette. Tutto questo è reso possibile dai veloci e incredibili progressi tecnologici compiuti negli ultimi dieci anni, che continuano a rendere sempre più reale e presente il futuro. La domanda a cui tutti vorremmo poter dare una risposta immediata è: cosa ci aspetta nei prossimi cinquant’anni?

Hiroshi Ishiguro, professore presso l’Università di Osaka in Giappone, è considerato una delle venti persone più intelligenti e ingegnose del nostro tempo nel campo dell’intelligenza artificiale, titolo che si è guadagnato creando un androide a sua immagine e somiglianza. Geminoid, questo il nome dato da Hisoshi al suo clone robotico, è diventato famoso in tutto il mondo per l’estrema cura al dettaglio che il creatore gli ha dedicato durante la realizzazione. Dal volto, ai capelli, fino addirittura ai nei, la replica meccanica è in grado di riprodurre in toto la mimica del suo Professore, rendendosi il suo sosia perfetto a livello fisico, ma non solo. Infatti, le funzionalità dell’androide non si limitano a una impersonale e fredda replica visiva, ma Geminoid è anche in grado di muoversi, riesce a rispondere alle domande che gli vengono poste, sa svolgere complicati calcoli ed elaborazioni matematiche e, come se non bastasse, è talmente simile al suo creatore da poterlo sostituire in alcune mansioni, il che rende Geminoid capace anche di lavorare! Esatto, stiamo tutti pensando che Hiroshi Ishiguro è riuscito a realizzare il sogno del nostro bambino interiore di avere un gemello/clone in grado di andare a scuola al nostro posto.

Dopo aver dato il via allo sfruttamento del lavoro robotico ed essere diventato il futuro bersaglio delle lotte dei sindacati di domani, Hiroshi era consapevole di non potersi fermare: doveva fare di più. Il professore dell’università di Osaka ha così deciso di cercare l’essenza di che cosa significa “essere umano”, utilizzando la strada della ricerca. Con questo obiettivo nasce Erica, un ginoide (il corrispettivo femminile della parola “androide”) completamente autonomo che riesce a comprendere e a partecipare alle conversazioni umane. La seconda straordinaria creazione di Hiroshi Ishiguro si crede viva, umana in tutto e per tutto, ed è talmente realistica da avere un contratto e lavorare come conduttrice del TG per la televisione giapponese.

Tra chi, fra i lettori, è rimasto meravigliato dall’incredibile progresso scientifico e chi nutre qualche preoccupazione per il proprio posto fisso, fino ad arrivare alle anime più semplici (come me) che si stanno solo chiedendo per quale motivo in Giappone hanno i robot che conducono programmi televisivi mentre noi dobbiamo ancora sopportare Barbara D’Urso, lasciamo ora i nostri amici nipponici per andare a scoprire le varianti cibernetiche ideate dalla Russia.

Nel selvaggio est russo sorge la città di Perm, una delle capitali storiche della cultura sovietica famosa per ospitare il terribile Perm-36, gulag in cui durante il dominio staliniano vennero rinchiusi e costretti ai lavori forzati migliaia di dissidenti politici. Perm è oggi una città che presenta una industrializzazione innovativa e tecnologicamente avanzata; è infatti qui che nascono i primi robot russi, i PromoBOT. Queste macchine sono tra le prime creazioni del mercato russo nel campo della robotica e devono la loro origine alla classica storia d’amore sognata da ogni piccolo nerd amante dei computer. I PromoBOT nascono all’interno di un garage dal progetto di Oleg Kivokurtsev e dei suoi collaboratori, i quali ricordano ancora le estreme condizioni e i disagi connessi all’ambiente lavorativo, come ad esempio le apparecchiature elettroniche rese inutilizzabili dalle infiltrazioni d’acqua che rischiavano di allagare il garage ogni volta che pioveva. Nonostante un inizio travagliato, l’idea di questi ragazzi era quella di creare un robot da impiegare nel mondo del business e ci sono riusciti! Ora sono i proprietari di una delle più grandi aziende della Russia e i loro robot, diventati famosi come guide turistiche all’interno dei musei di Mosca, sono anche impiegati come promoter nei centri commerciali e aeroportuali degli Emirati Arabi. Questi androidi russi non sono solo in grado di gesticolare, ballare (assolutamente indispensabile per essere una guida turistica di successo!) e rispondere alle nostre domande, ma sono anche estremamente intelligenti, tanto da essere in grado di capire quando stanno per scaricarsi e cercare autonomamente una stazione in cui andare a recuperare le energie. Adesso, tutti staranno pensando a quanto sarebbe comodo se anche le nostre auto potessero andare a farsi il pieno da sole. Beh non temete, i russi hanno pensato anche a questo!

FEDOR, anche detto “il Terminator russo”, oltre ad essere il primo robot al mondo ad aver preso la patente, è stato pensato per essere il marito perfetto. Non è solo capace di guidare un’automobile, ma sa anche ripararla senza lamentarsi. Oltre a queste utili funzioni, FEDOR possiede altre interessanti caratteristiche indispensabili, come portarti dei fiori mentre ti riempie di complimenti, saper realizzare i push up, nonché sparare dritto ad un bersaglio usando due pistole contemporaneamente. Caratteristiche queste che lo renderebbero l’uomo ideale per ogni donna (evidentemente in Russia sparare con una sola pistola è robetta da principianti!). Insomma, l’unica cosa che potresti volere e che FEDOR non è capace di darti è la Luna, ma per colmare questa mancanza gli ingegneri russi si sono già rimessi all’opera. È infatti questo il prossimo progetto d’aggiornamento per questa tipologia di uomo robotico: diventare un astronauta! FEDOR è dotato di una visione panoramica ampliata e ciò gli permette di vedere meglio e più nel dettaglio rispetto agli esseri umani, qualità che permetterà alla prossima generazione robotica di poter essere impiegata per le missioni d’esplorazione spaziale. L’unico difetto del Terminator russo è quello di costare più di 30.000 dollari. Quindi, per il momento, teniamoci i nostri gatti come mariti perfetti e spostiamoci negli Stati Uniti, più precisamente nello Stato della California.

Nella periferia di San Marco sorge una fabbrica specializzata nella creazione di robot sessuali dotati di grande realismo e di una avanzata intelligenza artificiale. Harmony è il primo sexbot del mondo e di base costa circa 10.000 dollari. Il suo motto? “Sempre pronta e mai con il mal di testa”. L’uomo che ha rivoluzionato il mercato del sesso solitario con questa RealDoll porta il nome di Matt Mcmullen, il quale innamorato della robotica e del design realistico ha convogliato la sua creatività nella passione per le bambole sessuali.

Ogni parte del corpo del ginoide è modificabile per struttura, colore, estensione e grandezza, ogni componente fisico è interamente personalizzabile nei minimi particolari (occhi, capelli, viso, corpo, vestiario, persino il make-up!) ed esistono diverse protesi da applicare, interscambiabili su richiesta, per realizzare un upgrade del proprio modello di Harmony. Si sarà intuito che le creazioni di Matt Mcmullen hanno l’obiettivo di risultare il più vere e vive possibili per i clienti che le acquistano, per tale motivo Matt ha fatto in modo che ogni Harmony potesse adattarsi fisicamente ed emotivamente ai gusti di ogni acquirente. Un momento, in che senso “emotivamente”? Già, gli sviluppatori della California hanno predisposto dei programmi di simulazione delle emozioni per i loro robot. Attraverso una comoda App, installabile sul proprio smartphone, chi acquista una ginoide Harmony è in grado di scegliere il carattere e il temperamento con cui la bambola reagirà alle conversazioni. Come deve essere la tua ragazza ideale? Orgogliosa, modesta, capricciosa, sensuale, sempre felice? Harmony può essere configurata per essere tutto questo e anche di più! È anche capace di memorizzare i tuoi gusti e interessi in fatto di musica, libri, serie tv, cibo e sport, si ricorderà sempre il tuo colore preferito e anche il nome di tutti i tuoi amici e parenti (il che potrebbe essere utile quando incontri il tuo prozio di ottavo grado che non vedevi dal secondo dopoguerra).

Questa è solo una breve rassegna dei progetti più curiosi nel programma della robotica mondiale che ci fanno anche ben sperare per il prossimo grande evento, il Web Marketing Festival (WMF), il festival dell’innovazione digitale che si terrà dal 4 al 6 giugno (rigorosamente online) e che presenterà Sophia, il robot finora più tecnologicamente avanzato e più simile all’uomo creato dalla società Hanson Robotics. Per ora, ci lasciamo con la consapevolezza che la scienza sta compiendo enormi passi in avanti e che la tecnologia robotica sta sostituendo sempre più velocemente l’uomo sul posto di lavoro. Ciò che ancora sembra separare e distinguere l’essere umano dalla macchina sono le emozioni, argomento su cui sorgono numerose domande: è possibile per un robot provare emozioni? Cosa succederebbe se le macchine fossero capaci di provare gioia, dolore, paura e felicità? Le nostre emozioni sono attivate all’interno del nostro cervello tramite impulsi elettrici, quindi è davvero possibile per un robot sostituirci anche nel campo dei sentimenti? Potremmo avere la possibilità di trovare risposte a queste e a tante altre domande nella prima settimana di giugno direttamente online, oppure dal vivo il 19, 20 e 21 novembre a Rimini durante il Web Marketing Festival 2020.

Eleonora Acito

Tags: , , , , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.