La guerra dei Giornalisti: l’inizio delle ostilità

La guerra dei Giornalisti: l’inizio delle ostilità

La guerra dei Giornalisti

L’inizio delle ostilità

La Storia contemporanea, come si evince dal nome stesso, è il periodo storico cronologicamente più vicino al nostro presente. Questo fatto consente agli storici di poter consultare una vastissima ed eterogenea quantità di documenti che non ha paragone negli altri periodi della nostra Storia. Fra questi, naturalmente, ci sono i giornali, le riviste illustrate e i quotidiani dell’epoca: nel periodo da noi preso in considerazione in questa sede, la Seconda Guerra Mondiale, questi mezzi d’informazione stanno vivendo la loro epoca d’oro, malgrado stiano progressivamente cedendo il passo a nuovi mezzi tecnologici come il cinematografo. In Italia i mezzi d’informazione sono sottoposti all’autorità del regime fascista, il quale a partire dal 1925 assume il controllo totale di tutte le testate giornalistiche.

In questi approfondimenti vi presenteremo i titoli di varie redazioni riguardanti i momenti più salienti di questo conflitto, il più disastroso nella storia dell’umanità. Una premessa che si rende necessaria è quella di non interpretare in chiave oggettiva quanto segue, in quanto i giornali e le riviste erano inevitabilmente contaminati dalla martellante propaganda fascista; il fine ultimo di questi approfondimenti è quello di tentare di immedesimarci nelle sensazioni dei nostri genitori, nonni e bisnonni che hanno vissuti quei giorni.

Corriere della sera di Milano, venerdì 1 settembre 1939. 

Le date ormai le conosciamo e sono famose: il 1° settembre la Germania invade la Polonia e successivamente, il 3 settembre, Gran Bretagna e Francia dichiarano guerra alla Germania. Ad oggi la questione appare fin troppo schematica vista in questo modo, ed infatti lo è; quei due giorni in realtà sono stati densi e inverosimilmente confusi per le potenze occidentali. Non sono ancora in guerra con la Germania, ma già nella prima pagina del Corriere è chiaro ed evidente chi sarà il nemico: non era così chiaro fino a poco tempo prima.

Corriere della sera di Milano, venerdì 1 settembre 1939. 

Dopo aver attraversato il confine polacco, Hitler dirama un documento in cui vengono spiegate le ragioni tedesche. Naturalmente, per i giornali italiani del 1939 sarebbe stato ragionevole che le potenze occidentali avessero offerto in sacrificio la Polonia come già avevano fatto con la Cecoslovacchia.

Corriere della sera di Milano, venerdì 1 settembre 1939.

Sono ben noti, oggi, gli artifizi messi in atto dai tedeschi, i quali inscenarono una “invasione polacca” facendo recitare soldati tedeschi in uniforme polacca. Persino Hitler aveva bisogno di un pretesto per giustificare la guerra agli occhi del popolo adorante.

Stampa Sera di Torino, 4 settembre 1939.

I giorni felici della Conferenza di Monaco sembrano distanti anni luce, ora più che mai, ma in questa edizione di Stampa Sera si tenta comunque di elogiare le doti da mediatore di Mussolini.

Stampa Sera di Torino, 4 settembre 1939.

Tristemente, come gli uomini, le donne, i vecchi e i bambini, anche la propaganda fa la parte della protagonista in quella che si rivelerà essere una Guerra Totale. Nonostante le diffidenze e le antipatie che Mussolini ancora nutre verso Hitler, l’Italia fascista è ormai chiaramente schierata.

Gazzetta del Popolo, lunedì 18 settembre 1939. 

In base a quanto stabilito con il trattato Molotov-Ribbentrop di appena venti giorni prima, l’Unione Sovietica si unisce alla Germania decretando la fine della Polonia. La Gran Bretagna sa che va combattuto un solo nemico alla volta, non è ancora il momento di affrontare l’Unione Sovietica.

Lorenzo Pasquali

 

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