Welcome home…sweet home

Welcome home…sweet home

Welcome home…sweet home 

Il ritorno dei Mötley Crüe

È ufficiale! La band più irriverente del rock è tornata! Dopo il successo del biopic The Dirt, prodotto da Netflix e ispirato all’omonima autobiografia pubblicata nel 2001, Nikki Sixx, Tommy Lee, Mick Mars e Vince Neil tornano a far parlare di sé, stracciando il contratto di cessata attività in pieno stile mötley. Ma andiamo con ordine. Dopo una carriera ultratrentennale e più di cento milioni di dischi venduti, i quattro membri della band avevano concordato di porre fine al loro sodalizio, iniziato nel lontano 1981, a causa delle forti tensioni interne al gruppo e ai problemi personali di ciascuno. Come è noto, i Crüe sono passati alla storia per gli scandali privati (soprattutto amorosi) che hanno segnato le loro carriere e i continui tira e molla interni a causa di incomprensioni e sgambetti fatti nel corso degli anni, e nonostante alcune saltuarie apparizioni, di cui l’ultima è l’esibizione allo Staples Center di Los Angeles il 31 dicembre del 2015, non sono mai tornati ufficialmente insieme.

Come viene raccontato sommariamente nel film e molto più nel dettaglio nel libro, in seguito all’uscita di Dr. Feelgood, il loro album più venduto, per i Crüe iniziarono i guai. Non che prima di allora la situazione fosse stata sempre idilliaca, ma per lo meno fino a quel momento la band era sempre riuscita a superare gli scandali, i litigi e tutte le prove che il destino gli aveva posto davanti (nel caso di Nikki Sixx persino la morte!). Tuttavia, in seguito a Dr. Feelgood i malumori aumentarono, portando prima all’allontanamento, poi al definitivo addio del frontman Vince Neil, il quale dagli anni Novanta intraprese la carriera solista. Tra il ’92 e il ’96 il cantante della band divenne John Corabi, il quale nell’autobiografia racconta in prima persona l’iniziale entusiasmo per esser entrato a far parte dei Mötley Crüe, una delle sue band preferite di sempre. A lungo andare, però, quest’intesa così promettente arrivò al capolinea: infatti, sia i fan, sia la critica non apprezzarono la sostituzione di Vince, né tantomeno la nuova sonorità della band, che con Corabi cambiò radicalmente rotta, accostandosi all’alternative metal. Intanto, la vita di Vince si era fatta a dir poco insostenibile: oltre alla chiusura di ogni rapporto con i suoi amici di sempre, alla figlia di 4 anni Skylar fu diagnosticato un tumore, che in poco tempo la portò via, facendo precipitare il cantante in uno stato confusionale e in un vortice depressivo.

Nel 1997 ci fu un primo ritorno di fiamma: il manager dei Crüe e quello di Neil organizzarono un incontro, che per la gioia dei fan si concluse con l’uscita di un nuovo album. Quest’ultimo, nonostante le iniziali, nonché pessimiste, previsioni, si piazzò 4° in classifica e segnò l’inizio di un tour di dieci date in giro per gli Stati Uniti, il cui denaro fu devoluto in beneficenza alla “Skylar Neil Foundation”, organizzazione fondata in memoria della figlia di Vince per aiutare la ricerca contro il cancro. Il 1998 fu un anno storico per la band, perché segnò la fine del contratto che li teneva legati alla Elektra Records, rendendoli da lì in poi uno dei pochi gruppi della storia a detenere il possesso e il controllo della propria musica. Ma i problemi non erano di certo finiti: l’anno successivo Tommy lasciò la band a causa dei dissapori che erano scoppiati tra lui e Vince, e fu sostituito da Randy Castillo. Nikki iniziò a suonare con altri gruppi. Mick, affetto da una sindrome degenerativa alle ossa, si ritirò a vita privata. E Vince continuò la sua carriera da solista.

Era il 2001, l’anno dell’uscita dell’autobiografia della band, The Dirt, che in poco tempo divenne uno dei dieci libri più venduti nella classifica del New York Times, avvicinando i Mötley Crüe a nuove generazioni di fan. Nel 2004 Nikki e Vince ritornarono in studio per registrare insieme, finendo per annunciare una reunion che avrebbe preso forma a partire dall’anno successivo. Il loro nuovo album, Red, White & Crüe, arrivò sesto in classifica conquistandosi un disco di platino e promuovendo un lungo tour. Inoltre, nel 2006 in occasione dei venticinque anni di carriera i Crüe furono insigniti di una stella nella Hollywood Walk of Fame, continuando negli anni successivi ad esibirsi in concerti in giro per il mondo. E siamo arrivati ad oggi. Il 22 marzo 2019 la piattaforma Netflix inizia a distribuire il biopic The Dirt: Mötley Crüe. È un successo globale: il film ottiene migliaia di visualizzazioni, porta le canzoni dei Crüe ad un aumento del 300% su Spotify e fa raggiungere alla band una popolarità altissima anche tra i più giovani, che ora attendono con entusiasmo e trepidazione di vedere e ascoltare dal vivo questi mostri sacri del Rock ‘n’ Roll. 

Giulia Nanni

Tags: , , , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.