A quiet place – Un posto tranquillo

A quiet place – Un posto tranquillo

Riuscirete a trattenere il fiato per novanta minuti?

Thriller fantascientifico diretto e interpretato da John Krasinski. A mio modestissimo parere uno dei migliori horror/thriller partoriti negli ultimi anni da Hollywood. Krasinski, assieme alla splendida moglie Emily Blunt e ad altri cinque attori, interpreta questa riuscitissima pellicola ambientata in un ipotetico futuro nel quale la razza umana è stata decimata da una specie aliena dall’aspetto mostruoso.

Il nucleo familiare protagonista è composto da quattro membri, a cui se ne aggiungerà uno nato a pochi minuti dalla fine del film, che lottano per la sopravvivenza in questo mondo privo di suoni. Gli alieni, infatti, sono completamente ciechi ma hanno un udito sopraffino che permette loro di scovare la minima traccia di vita, anche se abilmente nascosta. Quindi, i pochi superstiti all’ecatombe aliena si adattano per vivere, o meglio per sopravvivere, in totale assenza di rumori.

Vediamo, durante lo svolgimento del film, le enormi precauzioni adottate dai nostri protagonisti, necessarie per risultare “invisibili” ai sensi degli enormi e famelici alieni. Come se l’apocalisse aliena non bastasse, la quiete familiare viene sconvolta da un tragico evento (che non vi rivelerò, tranquilli!) di cui la figlia maggiore Regan, sorda fin dalla nascita, si sentirà responsabile. A causa di ciò, la piccola Regan inizia a provare un senso di solitudine, esclusione e odio da parte di tutti gli altri, in particolare del padre, il quale però continuerà a prendersi cura di lei e a mettere a punto numerosi apparecchi cocleari per consentirle di sentire, spesso senza troppa fortuna.

La catastrofe finale sarà, indirettamente, causata dalla stessa Regan che si allontana dalla fattoria, mettendo in pericolo il resto della famiglia e, soprattutto, la madre che, rimasta da sola in casa in preda ai dolori del travaglio, attirerà su di sé un quantitativo non specificato di alieni. Il padre di famiglia Lee (Krasinski) dovrà mettere in salvo la moglie e il neonato pargolo, nonché accorrere in aiuto dei due figli rimasti intrappolati a poche centinaia di metri dalla loro abitazione, mettendo seriamente a rischio la propria vita. La povera Reagan, infine, si rivelerà fondamentale per salvare lei stessa e la sua famiglia (o meglio, quel che ne rimane).

Il commento

Film potente che, nonostante gli esigui dialoghi, riesce a catapultarci all’interno di questo mondo ovattato con una semplicità disarmante. La notoria difficoltà di produrre horror di qualità viene annullata da questa pellicola al cardiopalma che trae la sua forza dal silenzio. Vi ritroverete ‒ ne sono certo! ‒ a sobbalzare a qualsiasi rumore estraneo al film e a parlare a bassa voce con chi vi sta seduto accanto. La genialità della pellicola risiede nel fatto che il “fattore terrore” si sviluppa con la consapevolezza, acquisita durante lo svolgimento della trama, che ogni minimo suono possa scatenare una terribile carneficina. Quello che causa malessere e inquietudine nello spettatore, oltre ai mostruosi alieni, è l’immedesimazione nei personaggi, costretti a convivere costantemente con la paura di essere sbranati al minimo fruscio. Straordinaria l’interpretazione della Blunt; infine, un plauso alla terrificante e ansiogena scena del parto e al montaggio sonoro che, strano ma vero, fu candidato agli Oscar 2019. In attesa del sequel, diretto sempre da Krasinski e in programma per settembre, vi auguro buona visione. Trovate A quiet place su Netflix.