Codice d’onore

Codice d’onore

Potete reggere la verità?

Dopo ben undici settimane dal nostro primo appuntamento direi proprio che è arrivato il momento per proporvi un altro gran bel film che vede, nuovamente, protagonista il nostro impavido e cazzutissimo Tom Cruise. Per cominciare però dovete prendere il bel visino sbarbato di Maverick e spostarlo a Washington D.C., togliergli di dosso il giubbottone di pelle da pilota e dargli una candida divisa da tenente della marina e una bella laurea in legge. Perché questa volta il nostro eroe interpreta l’affascinante Tenente Daniel Kaffee, figlio di un prestigioso avvocato (vorrei proprio vedere cosa si inventerebbero i registi se i genitori facessero i macellai), che si trova a fare i conti con uno spinosissimo caso di omicidio avvenuto sulla famigerata Baia di Guantanamo, a Cuba, già nota ai più come sede di una delle più inespugnabili e terribili prigioni al mondo.

Il comandante della Base navale di Guantanamo è il Colonnello dei Marines Nathan Jessup – Jack Nicholson ‒ coadiuvato dal Tenente Kendrick e dal Tenente Colonnello Markinson. Su territorio cubano viene ammazzato, per sbaglio, un giovane soldato, tale William Santiago. E i responsabili sono due suoi commilitoni, che si dichiarano innocenti e che il nostro Tom dovrà difendere. Daniel Kaffe è tutt’altro che un avvocato di grido, anzi, è noto per essere un patteggiatore, nel senso che dichiara colpevoli i suoi assistiti per fargli avere il minimo della pena. Ad assisterlo questa volta, però, ci saranno l’integerrimo Capitano di Corvetta JoAnne Galloway (Demi Moore ndr.) ed il leale tenente Sam Weinberg. La prima, cercherà di convincere Kaffee ad andare a processo, convinta della non colpevolezza dei due soldati, il secondo invece vorrebbe far pagare ai due ragazzi la pena che meritano per aver ucciso un compagno innocente. All’inizio, il nostro protagonista tentennerà nel prendere la decisione di andare fino in fondo alla storia, ma grazie all’insistenza della Galloway, al ricordo del padre e alla sua sete di verità e di giustizia deciderà di difendere i due giovani, volendo sottolineare il fatto che, entrambi, hanno commesso quell’omicidio dietro ordine del Colonnello Jessup. Durante la preparazione dei suoi due testimoni e l’indagine sui fatti accaduti a Cuba, Kaffee metterà le mani su un magma enorme, che finirà per portare il processo ad uno sconcertante ed inaspettato epilogo.

Il commento

Un plauso va sicuramente fatto al meraviglioso cast di cui si fregia questa pellicola del ‘92. Oltre ai già citati Cruise, Nicholson e Moore, abbiamo un austero Kevin Bacon che interpreta la pubblica accusa e un fastidioso e sgradevole Kiefer Sutherland nei panni del Tenente Kendrick, nonché un giovanissimo Cuba Gooding Jr. La maestria della regia di Rob Reiner ci proietta con eccezionale facilità nel mondo militare, fatto di regole, ordini e disciplina. Il personaggio di Kaffee, astuto e scanzonato, si ritroverà davanti a qualcosa molto più grande di lui, che gli costerà quasi la carriera. Il linguaggio del film è uno speciale mix di termini tecnico-giuridici, di innumerevoli date e orari e di una dose più che generosa di “Signore”, che aiuta ad immergersi in un ambiente inesplicabile come quello di una corte marziale. Consiglio vivamente la visione di questo classico degli anni ‘90 che, forse, non ha avuto la fortuna che merita. Infine, magnetico il personaggio di Jessup, che sfodera un paio di battute rimaste nella memoria di tutti i cinefili amanti del genere. Trovate Codice d’Onore on demand su Sky o su Now TV.