Top Gun

Top Gun

Un mito senza tempo

Introduzione a Top Gun 2 per le nuove generazioni. In un periodo così delicato, tra quarantene, divieti e cinema chiusi, per combattere la noia è quasi inevitabile il desiderio di buttarsi sul divano, imbottirsi di caramelle gommose e spararsi un bel film. Quale migliore occasione per rispolverare un intramontabile classico del panorama hollywoodiano degli anni ‘80 che ha, tra l’altro, lanciato tra il grande pubblico nientepopodimeno che l’amatissimo (o odiatissimo?) Tom Cruise. In questo primo appuntamento voglio parlarvi di una pietra miliare del cinema di Hollywood, che per un amante del genere come me è da inserire nella top ten dei film da guardare assolutamente.

È proprio con questa pellicola che l’attore statunitense ‒ già intravisto in Risky Business ‒ sbarca sulle scene del cinema mondiale, segnando per sempre, con la sua interpretazione, la storia dei film d’azione. In Top Gun, classe 1986, il nostro eroe interpreta Pete Mitchell, nome di battaglia Maverick, un tenente di vascello della marina degli Stati Uniti, sbarbatello, coraggioso, pieno di talento, ma con poca voglia di rispettare le regole. Insieme a lui, come navigatore, c’è Nick Bradshaw, per gli amici Goose, un uomo equilibrato, buon padre di famiglia e con la testa sulle spalle, che spesso si ritrova nei guai causati dal suo amico e collega. In seguito al salvataggio di due commilitoni, Cougar e Merlin, in un confronto con dei MIG sovietici e il conseguente addio all’esercito da parte dello stesso Cougar, Maverick e Goose vengono spediti a Miramar, presso la più prestigiosa Accademia di volo del mondo, la “United States Navy Fighter Weapons School”, aka la Top Gun.

All’arrivo in Florida da segnalare la sensazionale scena in cui Cruise, a bordo della sua Kawasaki gpz900r, sfreccia sulla pista di atterraggio accanto ad un jet in partenza, con giacca di pelle e occhiali da sole (rigorosamente Ray-Ban), stagliandosi sul tramonto mozzafiato alle sue spalle: prima di una lunga serie di scene cult. Il trasferimento all’Accademia non è dei più semplici, i ritmi sono serrati, le lezioni durissime e, come se ciò non bastasse, anche i commilitoni si mostrano piuttosto ostili nei confronti di Maverick e Goose. In prima linea troviamo Iceman, interpretato da un giovanissimo (e magrissimo!) Val Kilmer, grande amico di Cougar e per questo non contento della presenza dei due “impostori”. A questo punto del film si assiste ad una marea di scene, con Cruise come protagonista, che diventeranno vere e proprie pietre miliari del cinema e del panorama pop di quegli anni (e non solo). Una di queste è, senza ombra di dubbio, l’impietosa serenata con cui Maverick, coadiuvato dal semper fidelis Goose e da mezzo plotone, cerca di abbordare una splendida bionda, seduta al bancone di un bar, sulle note di You’ve Lost That Loving Feeling (da ascoltare in lingua originale, credetemi!!!). Dopo averla intercettata nel bagno delle signore, Maverick tenta l’approccio, ma si prende un sonoro palo da quella misteriosa donna, interpretata da Kelly McGillis, che il giorno dopo si presenterà a lezione come l’astrofisica Charlotte “Charlie” Blackwood, uno degli insegnanti dell’Accademia, scatenando l’ilarità di Goose e l’imbarazzo del povero Maverick. Ma il rapporto tra i due non era ovviamente destinato a finire lì…

Infatti, qualche settimana dopo quella infausta serata, in un soleggiato pomeriggio Maverick molla clamorosamente i suoi compagni nel bel mezzo di una partita di beach volley, scatenando l’ira di un Goose versione Magnum P.I., e montato a bordo della sua fedele Kawasaki sfreccia verso casa di Charlie, che lo stava aspettando per cena. Piccola nota personale: Tom, io ti adoro, ma vederti vincere, schiacciando sulla sabbia, in jeans, con 40° all’ombra, contro un Kilmer e un Rossovich che superano abbondantemente il metro e ottanta di altezza mi ha fatto un po’ ridere. A meno che questi due non stessero giocando bendati e con i pesi alle caviglie che nemmeno Goku… Comunque, torniamo a noi. A casa di Charlie, i due “colombi” intraprendono una lunga chiacchierata, in cui Maverick, tormentato dai fantasmi del passato, ripercorre la morte del padre, anche lui pilota, misteriosamente scomparso durante una missione, mentre l’ambiziosa Charlie lo sottopone ad una sorta di interrogatorio sui MIG, desiderosa di ottenere una promozione abbandonando così la Top Gun.

La situazione tra i due inizia a scaldarsi e Maverick se ne va (perché?!) sulle note di Take My Breath Away, conquistando il cuore della ragazza e quello di circa mezzo milione di adolescenti di tutto il mondo. Il rapporto tra Maverick e Charlie si fa sempre più confidenziale, pur rimanendo platonico, fino a quando, al fine di non lasciar trapelare alcun indizio sulla loro “amicizia”, Charlie si vede costretta a richiamare Maverick per una manovra sbagliata durante un addestramento. Il pilota, a dir poco basito e offeso da quel richiamo, a fine lezione monta in tutta fretta sulla sua moto e vola via, seguito da una spericolata Charlie che per pochissimo non provoca un incidente col suo maggiolino. Una volta raggiunto, i due hanno un acceso confronto dal quale, alla fine, scaturisce il tanto atteso bacio, che non era presente nel copione ma che, di fatto, diventerà una delle scene romantiche più iconiche del cinema americano, seguita dalla sensualissima scena del loro primo incontro, non più così tanto platonico!

Le lezioni continuano, Maverick e Goose rimangono stabilmente ai vertici della classifica che, a fine corso, comunicherà il vincitore e quindi la coppia Top Gun dell’anno. Ma i bei tempi stavano per finire. Durante uno degli ultimi addestramenti, a causa di una manovra piuttosto rischiosa di Maverick, Goose perde la vita. Contestualmente Charlie ottiene la promozione che tanto desiderava e parte per Washington. Maverick si ritrova così solo, abbandonato e col cuore a pezzi per la perdita del suo più caro amico e, seppur giudicato non colpevole del tragico incidente dal tribunale dell’Accademia, decide di abbandonare con effetto immediato la carriera militare. Ma Viper, il comandante della Top Gun, non si dà per vinto e alla fine di un colloquio molto intenso, in cui rivela inoltre a Maverick la verità sulla morte di suo padre, riesce a convincerlo a restare. Durante la cerimonia di premiazione, però, i migliori piloti insieme ai loro navigatori, tra cui Maverick accoppiato con Merlin, vengono convocati d’urgenza per fronteggiare un’emergenza. Durante lo scontro con i soliti sovietici brutti e cattivi (lol), Maverick salva la vita ad Iceman e abbatte i MIG avversari, obbligando i nemici alla fuga. Una volta rientrato, Maverick prende l’acclamata decisione di voler tornare alla Top Gun come istruttore e poco dopo, in un bar vicino alla base, incontra Charlie, tornata per lui. I due si chiariscono e si abbracciano, lasciando aperto il finale ad un roseo sviluppo.

Il commento

Top Gun sbanca al botteghino sia per la forte componente romantica e d’azione, che per il forte senso di patriottismo che dilagava in quegli anni negli USA (siamo infatti negli anni della presidenza di Ronald Reagan). Il risultato è un film molto gradevole, traboccante di scene cult ed esplicativo degli anni ‘80 e del sogno americano. Abbiamo tutti gli elementi caratteristici di una pellicola hollywoodiana di successo: un cast stellare, panorami formidabili, l’azione, la potenza militare statunitense che annichilisce quella sovietica, il bellissimo eroe di turno che conquista la sua amata, il sentimento di inadeguatezza del protagonista e il lascito del genitore-eroe da portare come peso sulle spalle. Il tutto condito da una meravigliosa colonna sonora, vincitrice anche di un Oscar per Take My Breath Away. Un trampolino di lancio niente male per il nostro Tom Cruise che a giugno vedremo nell’attesissimo (almeno da parte mia) sequel: Top Gun: Maverick. Dopo questa personalissima recensione non vi resta che accendere la tv e godervi il fascino di Hollywood. Buona visione e mi raccomando, state a casa!